Yosa Buson

bus

Cherry blossoms in evening.
Ah well, today also
belongs to the past

Yosa Buson

Annunci

Rachel Sutcliffe

flake

 flake by flake
thermometers fall
into winter

fiocco dopo  fiocco
i termometri precipitano
nell’ inverno

*
Rachel Sutcliffe

Alessandra Delle Fratte

ale

la notte e il nulla –
si ferma anche il respiro
dentro al silenzio

The night and the nothingness
it’s broken also the breath
inside the silence

*

Alessandra Delle Fratte

Angela Giordano

ange

Il crepuscolo
Una foglia che cade
senza rumore

*

Angela Giordano

Heraclitus Gets Us Thinking – Charlotte Digregorio

Un articolo di Charlotte Digregorio assolutamente imperdibile…

Charlotte Digregorio's Writer's Blog

Heraclitus, the Greek philosopher who died in 475 BC, said “All is flux, nothing stays still.”

This reminds me of why I write haiku and senryu. Capturing the moment is what it’s all about. All of our experiences, even significant ones, often get lost in our brains, but haiku and senryu give us a chance to bring them to the surface whenever we re-read what we’ve written.

And when we don’t recognize an experience as a vital one, if we read someone’s haiku that is similar to an experience or moment that we’ve experienced, it gives us the opportunity to understand its significance. We realize that it isn’t trivial, because someone else took the time to recognize and write about it.

I try to look at many of my experiences with gratitude, even the ones that aren’t such happy ones. Perhaps they’ve given me necessary insights or taught me lessons…

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Alessandra Delle Fratte

rug

(immagine da Pinterest.com)

sbocciano perle
tra l’argento ed il verde –
fresca rugiada

pearls bloom
between silver and green –
fresh dew

*
Alessandra Delle Fratte

(traduzione in inglese a cura dell’Autrice)

Mauro Battini

Cornacchia nera IMG_31669

Chiesa antica
Sul cra della cornacchia
declina il giorno

*

Mauro Battini

Eufemia Griffo – Cattails, October 2017

mil

Milky Way . . .
drawing the lifelines
into my palm

Via lattea
tracciando le linee della vita
sul palmo della mia mano

Eufemia Griffo, Italy

cattails

http://www.cattailsjournal.com/issues/cattails_final_Oct2017.pdf

Haiku di Lucia Griffo

h-a

in mezzo al nulla
nascosta tra gli abeti
una tortora

Lucia Griffo © ~ scritta il 14.10.2017
 
 

 

Eufemia Griffo – Brass Bell October, 1

brassssssss

Lentiggini…

un bambino scrive le prime parole

sul volto di sua madre

*

Eufemia Griffo

 

Alessandra Delle Fratte

ale

cade la neve –
solo un ramo di pruno
trova dimora

the snow is falling –
only a branch of prune
finds a home

*

Alessandra Delle Fratte 

(traduzione in inglese dell’autrice) 

Andy McLellan

crow

dry grass —
crows circle around
the remains of summer

erba secca
i corvi girano intorno
ai resti dell’estate

*

Andy McLellan

(England)

Writing Simply Is the Best Way to Write

Writing Simply Is the Best Way to Write by Charlotte Digregorio

Charlotte Digregorio's Writer's Blog

Leonardo da Vinci said: Simplicity is the ultimate sophistication.

I think this especially applies to the simplicity, yet often sophistication of haiku and senryu. In my book, Haiku and Senryu: A Simple Guide for All, I try to stress this point throughout.

I thank a few of the dozens of  expert writers below who have especially given my book exposure not only with individuals, but educators, too:

John Dunphy, Author and Poet, says: An altogether brilliant work that must be read by anyone with so much as a passing interest in haiku.

Michael McClintock, Former President of the United Haiku and Tanka Society: This book is overall the best one out there on the subject.

Robin Stratton, Editor, Boston Literary Magazine: If a book about haiku inspires the reader to create haiku, then Charlotte Digregorio’s haiku and senryu guide has done its job bountifully.

Mike Rehling, Book…

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Intervista a Stefano d’Andrea, direttore della rivista “Le lumachine”

 

stefano

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Nasco a Sanremo nel 1955 e studio al liceo Artistico di Brera. La mia attività attraversa curiosa il design e la grafica, per approdare infine al restauro d’arte antica e moderna. Lungo questo eclettico percorso ho svolto una costante e intensa attività pittorica, esponendo in numerose mostre personali e collettive. M’interesso appassionatamente di haiku fin dagli anni ’70 del ‘900, creando nel 1999 la rivista di poesia haiku e senryū “Le Lumachine”, giunta oggi al 23° numero.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Le primissime cose (poesie brevi) confesso di averle scritte da ragazzino sull’onda della mia intensa passione per le canzoni dei Beatles. Poi, molti anni dopo, ho ripreso questo filo sospeso attraverso il carisma e l’esempio diretto del mio mentore, il poeta sanremese Luciano De Giovanni.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Decisamente lo haiku, e forse ancor di più il senryū. In passato ho coltivato anche la poesia breve, ma soprattutto negli ultimi anni mi sono molto dedicato alle prose liriche, brevi o brevissime, e agli aforismi.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo t’influenza/ispira?

Dal poeta sanremese Luciano De Giovanni, la mia pietra filosofale, una figura straordinaria che mi ha aperto una vasta serie di mondi. Un percorso per nulla lineare, ma che ancora oggi, a distanza di trent’anni, continuo ad esplorare, nutrendomi quotidianamente a quelle preziose, inesauribili fonti. E quindi lo zen, il taoismo (sua, nostra, fonte primaria) i lirici greci antichi, lo haiku, Dylan Thomas, la poesia cinese T’Ang (per la quale presi il mio primo, intenso coup de foudre poetico) e la divina Emily Dickinson. Al di là di questi privilegiati percorsi letterari e culturali (un prezioso tesoro), mi ha comunicato una vasta e profonda curiosità, umiltà, rispetto, amore, misticismo, religiosità verso la natura. Una natura, la sua, certamente molto umanizzata, ma in virtù di questo facilmente approcciabile per un giovane, carica com’era di fascino e magia. Proprio da questa sua concezione di natura estatica “parlante” nasce il mio stile di scrittura haiku.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Decisamente eclettico. Anche se penso che in realtà le distinzioni stilistiche siano etichette posticce, funzionali solo ad esemplificarle facilmente sui libri di testo. Infatti, personalmente trovo che in moltissimi passaggi della prosa lirica di Campana o di Pessoa (“Il libro dell’inquietudine”) esista un valore qualitativo di poesia molto superiore a tanta poesia più o meno “laureata”.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti.

Le mie parole “feticcio” più ricorrenti sono tutti termini da camminatore-esploratore relativi alla Wanderung: nuvole / tracce (interessante notare che sono forse i due termini più antinomici che esistano) / sentiero / radura / erba / neve / crepuscolo / temporale / acquazzone / assorto / luna velata. Un mio breve verso, un ku di cinque sillabe, divenuto quasi un mantra interiore è “verso l’altrove”.

Ma direi soprattutto un tema che mi ha sempre intensamente magnetizzato, quello del Wanderer (il viandante): dagli antichi haibun di Bashō, attraverso i romantici e post romantici tedeschi (Eichendorff, Herder, Hesse; il “Felix Krull” di Thomas Mann è un viandante sui generis anche lui), fino al sublime puro-folle Robert Walser.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Penso e spero una sensuale ma serena contemplazione della natura, spesso alquanto interiorizzata e umanizzata. L’amore intenso per il paesaggio: i cieli, le nuvole, le montagne, i boschi, gli antichi casolari rustici in pietra; l’attenzione e lo stupore estatico per la bellezza cromatica, i lievi segni-segnali, le piccole cose e i piccoli incontri, specialmente con i gatti randagi. Il tutto non disgiunto da un occhio spesso teneramente ironico.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Come dicevo all’inizio, fin da ragazzino ho sempre coltivato con dedizione la pittura astratta, realizzata con molteplici tecniche, ma elettivamente nella forma definitiva del pastello a olio su carta. Ho progettato una collezione di mobili in stile neo-giapponese, realizzati nei primi anni ’80. Amo molto anche la fotografia negli antichi villaggi liguri e francesi della Costa Azzurra, focalizzata essenzialmente a fissare la scoperta di tracce, frammenti, lacerti, rovine, scritte, più o meno délabré. Traslando la casuale traccia microcosmica nel macrocosmo che ci circonda e ci osserva.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Sono sempre stato fin troppo eclettico in questo senso: tantissima storia dell’arte; i tre libri sacri del taoismo, il Tao-tê-ching (Dàodéjīng), il Chuang-Tzu (Zhuāngzǐ) e il Lieh-Tzu, letti e riletti in varie epoche; molto esoterismo (alchimia, Guenon, Gurdjeff, Zolla, etc.); tanti saggi sul dandysmo come fenomeno culturale; l’amatissimo teatro di Cechov.

Nella prosa (e nel teatro) l’inarrivabile brillantezza ed eleganza di Oscar Wilde, l’immenso Proust, l’ineguagliabile narrazione “atmosferica” di Simenon, gli eleganti romanzi e racconti di F.S.Fitzgerald, e quelli surrealisti di Savinio. Ma il mio scrittore “fetiche” degli ultimi anni è lo straordinario Robert Walser (“Vita di poeta” e “I fratelli Tanner” su tutti), tanto appartato e inusuale quanto geniale. Ovviamente amo anche i narratori giapponesi, Kawabata e Tanizaki in primis, ma il romanzo della mia vita è quel gioiello assoluto de “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov (riletto 3 volte!), seguito dai racconti “Finzioni” e “L’Aleph” di Borges.

Mentre il livre de chevet in poesia è certamente “Le 300 poesie T’ang” (Li Po in testa), e naturalmente tantissimo haiku, ma specialmente quello più moderno, aperto e universalista.

In poesia, al di là della fresca e sublime “semplicità” dei Lirici Greci, ho sempre amato quei poeti che fanno dell’uso intensivo della sinestesia (meravigliosa ricchezza della psiche, oggi così negletta) la sensuale e pittorica chiave di volta della loro musicalità: quindi i grandi francesi Baudelaire, Verlaine, Mallarmè, Rimbaud. Ma in particolare quegli autori che mi provocano sottili brividi di vertigine mentale, come la Dickinson (regina del verso amoroso), Garcia Lorca, Dylan Thomas, Borges, A.M.Ripellino. Oppure la magica prosa lirica di Dino Campana.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog).

Devo confessare che i blog non li conosco molto, poiché ho iniziato a curiosarli da pochi mesi. Alcuni sono estremamente curati. Al di là dei loro contenuti, talora molto interessanti, hanno certamente il pregio estetico di una grafica talvolta deliziosamente raffinata.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Non ho mai pubblicato nessuna vera e propria raccolta; solo pochi haiku sparsi su rivistine locali. Più recentemente la bella sorpresa di un e-book di haiku e senryū dedicati alla festa di Tanabata presso il multi-blog “Memorie di una Geisha”.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Spesso si fa della facile confusione relativa a questo termine. In realtà il termine “eccentrico” è sinonimo di “stravagante”, il cui significato etimologico è “guardare oltre (il centro)”: quindi l’accento è posto sulla visione personale oltre la banalità degli schemi preconcetti. Sarebbe dunque preferibile usare, in quest’ottica, il termine “bizzarro”. Comunque, essendo un entusiasta e appassionato cultore di musica classica, mi diverto con gioia a dirigere virtualmente una grande orchestra sinfonica con la mia bacchetta.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Onestamente non posso citarmi, lo troverei di cattivo gusto…

Rosa Maria Di Salvatore

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sorpresa all’alba –
sono fioriti ancora
i ciclamini

*

Rosa Maria Di Salvatore

Alessandra Delle Fratte

tea

tre gelsomini
profumano il mio tè –
e si fa sera

three jasmines
scent my tea –
evening is coming

*

Alessandra Delle Fratte

Valentina Meloni (nanita) – otata’s bookshelf

nanita

Cliccare sulla copertina per effettuare il down load oppure cliccando

qua sotto

https://otatablog.files.wordpress.com/2017/09/valentina-meloni-nanita-e28094-otata-ebook.pdf

Eufemia Griffo, ASAHI HAIKUIST NETWORK/ David McMurray September, 29

farewell

St. Lorenzo’s night . ..
the day
of our farewell

 

Notte di San Lorenzo
il giorno
del nostro addio

*

Eufemia Griffo

 

ASAHI HAIKUIST NETWORK/ David McMurray, September 29

(Image from “Becoming Jane”,  a 2007 British-Irish biographical romantic drama film directed by Julian Jarrold)

Rosa Maria Di Salvatore

mare autunno

mare d’autunno –
strapazzate dal vento
le tamerici

*

Rosa Maria Di Salvatore

Eufemia Griffo – Failed haiku, October 1

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fallen leaves …
the time I chose
another path

*

Eufemia Griffo – Failed haiku, October 1

Lucia Viola

pane

Pane di zucca
Ha un sapore dolce
anche l’autunno

*

Lucia Viola

Fabio Nasta

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Foglia nel vuoto
Solamente l’autunno
più lentamente

*

Fabio Nasta

Il bello e il sublime tra oriente e occidente, di Franco Palladino

QUI E ORA – Contributo per un’ estetica del bello e del sublime tra oriente e occidente, di Francesco Palladino

QUI E ORA

Un poeta , in quanto uomo , non è  diverso  dai suoi simili  per capacità  cognitiva, volontà e sentimento nell’unità della coscienza in rapporto alla realtà fenomenica circostante: sia essa la natura, con la fissità delle sue stagioni (kigo) , o il mondo convenzionale  da lui stesso elaborato e modificato in continuità . Lasciamo  l’ntelligenza e la  volontà alle metodologie di ricerca più specifiche, che sappiano rispondere  alle tante problematiche che le riguardano,  per concentrarci un attimo  sul significato sentimentale che un attimo di vita  ha per un poeta, in modo da operare una prima necessaria distinzione tra haiku e senryu.

In genere un buon haijin,  riflettendo su una sua esperienza di vita , può assumere  un diverso atteggiamento , dal cui esito potrà nascere un diverso atto creativo:  sarà un  haiku , se riesce a   stabilire un serio e profondo rapporto simpatetico di “comprensione” del suo ”attimo fuggente”,  …

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Lucia Griffo

t-s.png

 

tramonto rosso –
corre rapidamente
insieme al mare

Lucia Griffo © ~ scritta il 13.07.2017

Di acqua marina di Lucia Griffo

https://diacquamarina.wordpress.com/

Hang In There, Writers!

Un articolo interessantissimo della scrittrice americana Charlotte Digregorio. Grazie mille Charlotte.

Charlotte Digregorio's Writer's Blog

Alfred Nobel said: If I have a thousand ideas and only one turns out to be good, I am satisfied.

This is a good thought for writers to remember as they send out queries or pieces to be published. I have spent an adult lifetime of writing non-fiction, poetry, and short stories, and only a small portion of what I write gets published the first time or second time.

For example, when I first started writing haiku, I sent off a batch of 18 haiku to a publication, and all we rejected. The second time I submitted haiku, 17 different ones than the first time, I got one published. But I was not only satisfied, I was happy. I knew that getting published in haiku was doable.

Even as an experienced writer, you’ll get many more rejections than acceptances, but the rejections teach us that our work is publishable, and…

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Lucia Viola: haibun vincitore del laboratorio condotto da Paola Martino e Dolores Santoro nel gruppo HAIKU, TRE VERSI DI LUNA CRESCENTE”. Introduzione di Paola Martino.

Introduzione di Paola Martino

DALL’HAIKU ALL’ARTE, DALL’ARTE ALL’HAIKU: UN VIAGGIO FRA COSCIENZA DI SE’ E MONDO ESTERNO.
Il gruppo HAIKU, TRE VERSI DI LUNA CRESCENTE è un laboratorio, nel cui working in progress l’haiku è uno strumento evolutivo che promuove l’ascolto e l’osservazione di sé: l’armonia fra uomo e Natura, in una costante ricerca della consapevolezza, è alchimia che le 17 sillabe sanno creare per noi e per la nostra crescita spirituale.
Il lavoro, pubblicato in Memorie di una geisha, è un ulteriore momento di attività di ricerca, in cui arte ed haiku sono incardinati in un Percorso che coagula interiorità e azione nel mondo, tramite l’osservazione costante in un processo sempre in fieri, fatto di pensiero e azione.
Questo lavoro non è stato il semplice invito a farsi ispirare da un’opera d’arte per comporre: il laboratorio chiedeva di stabilire un’intima corrispondenza tra il prodotto artistico e un proprio haiku non come causa-effetto, bensì come un seminario individuale partendo:
1) da un’opera d’arte che confluisce nell’haiku;
2) dall’haiku che confluisce nell’opera d’arte.
Per opera d’arte s’intende:
1) una propria creazione ( quadro, disegno, scultura, stampa, miniatura, prodotto iconografico di qualsivoglia natura, fotografia: non sono ammessi video perché non sapremmo collocarli in sede di pubblicazione nel sito del gruppo );
2) un’opera di un autore esterno, creata su un haiku o su soggetto non definito ma che, previa autorizzazione dell’artista, può essere fruita per l’occasione;
3) un’opera dell’arte mondiale, antica o moderna, di qualsiasi epoca.
SI chiedeva di:
1) illustrare l’opera d’arte nella sua specificità in una sorta di breve introduzione;
2) scrivere di un viaggio dell’anima, interiore e/o esteriore, la cui specularità fra i due soggetti interessati, haiku e prodotto artistico, crei quell’effetto zen che annulli le differenze fra campi applicativi differenti: l’haijin deve essere il contenitore umano di questa operazione.
L’effetto finale dovrebbe essere l’azione creativa “fusa” con la meditazione; l’estro con la pausa dell’ascolto e del silenzio… ma attraverso la Parola che racconta.
OBIETTIVI
La coscienza di sé “nell’haiku consapevole”,nella volontà di avvicinare quanto più possibile l’uomo alla “Bellezza consapevole”, partendo dalla propria interiorità: ” In interiore homine veritas” ( Agostino ).

Ringrazio di vero cuore Eufemia Griffo, splendida haijin e cara amica, per la collaborazione entusiasta con cui ha aderito alla iniziativa, non solo in qualità di giurata di eccezione, ma anche di promotrice e madrina della poesia in questo luogo dell’anima che è Memorie di una geisha.
Paola Martino.

*

Faccio i complimenti a Lucia Viola, per questo haibun che mi ha letteralmente rapita. L’Autrice sa emozionare e scendere nel cuore del lettore, mescolando sapientemente immagini poetiche e colori dell’Anima. Ne nasce uno scritto profondo, incisivo, che resta tra le maglie del cuore.

Eufemia Griffo 

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Il più bel regalo che ricordo aver ricevuto da piccola fu una scatola di pastelli Giotto. Sei, corti. Poca cosa davvero: la cartoleria del piccolo paese non offriva molto e forse neanche il portafoglio di mio nonno! Per me però fu l’inizio della passione per la pittura, la possibilità di riprodurre cieli, prati, nuvole, fiori. Tutto il mondo che mi circondava. E anche un po’ di quello che non vedevo. Mio padre, poi , in quel periodo faceva l’imbianchino e per me era un grande piacere creare le tinte insieme a lui. Uno spruzzo di rosso, qualche goccia di giallo, una punta di blu, una bella mescolata: ed ecco formate mille sfumature. Nel percorso scolastico (dalla scuola materna alle superiori) ho avuto modo di disegnare e dipingere con risultati discretamente apprezzabili, nulla di più. Negli anni successivi altre cose, altri impegni, altri pensieri mi hanno distolto da tale attività. Soltanto recentemente (a distanza di circa 50 anni dal regalo di mio nonno) ho avvertito l’esigenza di riavvvicinarmi ai colori. Le possibilità di scelta e di acquisto, anche on-line, ora sono infinite. Scatole da 64 pastelli, confezioni da 48 acquerelli in godet: una meraviglia! Ho ricominciato cosi a dipingere, con soddisfazione e conforto, con gli innumerevoli colori a disposizione. Poche settimane fa, per prova, ho comprato una piccola confezione di acquerelli in tubetto : 6 per la precisione! E ho riscoperto il piacere e la magia di mescolare e di creare tanti colori, a partire da poco. In fondo è un po’ così anche nella vita : poche cose veramente importanti, tante sfumature.
Tra i miei dipinti degli ultimi anni (pastelli ed acquerelli soprattutto) ho scelto questo : uno dei primi fatti, certamente non il migliore.
Pochi colori, sfumature delicate, la casetta infantile. La semplice vita di campagna in cui sono cresciuta, le poche cose importanti che ancora porto nel cuore.

Haiku:
Pochi colori
Il regalo di nonno
ancora con me

Cliccare sull’immagine o sul link  per scaricare l’haibun in versione PDF

https://docs.wixstatic.com/ugd/0ba2eb_2c8fc5e1b80f4be6b23baf0de3312f93.pdf

 

pochi

Haibun di HIROSHI KANESHIGE dal gruppo di Paola Martino e Dolores Santoro ” HAIKU, TRE VERSI DI LUNA CRESCENTE”.

Il secondo haibun che ho scelto, tra tutti quelli che hanno partecipato al laboratorio del gruppo  di Paola Martino e Dolores Santoro, ” HAIKU, TRE VERSI DI LUNA CRESCENTE” è quello dell’haijin giapponese, Hiroshi Kaneshige. Mi ha colpito la sensibilità con cui l’autore ha scelto le parole per esporre il suo pensiero, un intreccio perfetto di poesia e sensibilità umana. Inoltre ho scelto questo pezzo poiché amo moltissimo leggere in inglese e Hiroshi ha espresso in questa bellissima lingua il suo omaggio a Rodin.

rodin

HIROSHI KANESHIGE I chose Rodin’s “The thinker”, a bronze scupture placed in Ueno Park in Tokyo in front of the National Museum of Western Art. There are many copies in the world, the original is in Paris. Everyone knows him as “The thinker”, but he was born as “The poet” and I like to imagine him so. A man with a poem rising in his heart and in his brain. It’s hard to translate the feelings into words so he is concentrated. You have to be careful to choose the words of your poetry well. It’s been a short time that I got closer to poetry and it was a marvelous discovery. I have to thank you. Nature surrounds me and Nature is inside me Words born in the dawn.

Nature surrounds me
and Nature is inside me
Words born in the dawn

Ho scelto “Il pensatore” di Rodin, una scultura in bronzo situata nel parco di Ueno a Tokyo davanti al museo Nazionale d’Arte Occidentale. Ne esistono molte copie nel mondo, l’originale è  a Parigi. Tutti lo conoscono come “Il pensatore” ma è nato come “Il poeta” e mi piace immaginarlo così. Un uomo con una poesia che cresce nel suo cuore e nella sua testa. E’ difficile tradurre i sentimenti in parole così  lui è concentrato. Bisogna scegliere con cura le parole di una poesia. E’ poco tempo che io mi sono avvicinato alla poesia ed è stata una scoperta meravigliosa. Vi devo ringraziare, la Natura mi circonda e la Natura è in me All’alba nascono parole.

La Natura mi circonda
e la Natura è  in me
All‘alba nascono parole

Clicca sull’immagine o sul link  per scaricare l’haibun in versione PDF

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immag4

 

 

Eufemia Griffo – Failed haiku, October 1

vintage

wedding bouquet

the grandmother’s roses

among my roses

*

Eufemia Griffo

(picture from Pinterest)

Francesco Palladino

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Dormirò con te

Lontano nella notte

l’eco di un piano

*

Francesco Palladino

Le lumachine, numero 22 – Foglio degli amici dello haiku di Stefano D’Andrea

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“Le lumachine, foglio degli amici dell’haiku”, numero 22,  periodico diretto  da Stefano D’Andrea,  è disponibile cliccando a questo link:

https://docs.wixstatic.com/ugd/0ba2eb_ddc8932bfb714b268679b40fc34f8d28.pdf

 

Qua sotto un’anteprima del giornale:

rc

Eufemia Griffo – Haiku in workplace (Looking Out the Office Window), con un commento di Alan Summers

str

office windows
the melancholic notes
of a street musician

— Eufemia Griffo

A great exception to avoiding adverbs, wonderfully done!

(Alan Summers)

Francesco Palladino

veee

Vecchia bambina
Acqua prima e dopo
alla fontana

*

Francesco Palladino

Lucia Cardillo – Haiku in workplace, September 13

luciaaaaaaaaa

man v machine –
haiku written in pencil
on a piece of paper

uomo e macchina –
haiku scritti a matita
su pezzi di carta

*

Lucia Cardillo

Rosa Maria Di Salvatore

vas

malinconia –
dentro il vaso appassisce
l’ultima rosa

*

Rosa Maria Di Salvatore

Francesco Palladino

frac

Campane 
Nel silenzio della chiesa
una formica

bells . . .
in the silence of the church
an ant

*

Francesco Palladino

Questo haiku è stato commentato da Nicholas David Klacsanzky

in Haiku commentary, qua

https://haikucommentary.wordpress.com/2017/03/15/francesco-palladinos-church/

Eufemia Griffo – Un mio haiku in Charlotte Digregorio‘s Writer’s blog

Very glad to appears once again in Charlotte Digregorio‘s Writer’s blog, with one haiku of mine, already published in Failed Haiku. Please read her interesting blog, a precious collection of excellent poetry.

char

Lucia Griffo

pe-ka

petali di tè –
nel vapore affiorano
profumi di ricordi

Lucia Griffo © ~ scritta il 18.09.2017

haiku 俳句

 

Fabio Nasta – Haiku

fabio

Mangio castagne
Riflettono la luna
anche le scorze

*

Fabio Nasta

Angela Giordano – Mainichi

angela

thin wind
they smell the lemons
under the moon

vento sottile
odorano i limoni
sotto la luna

*

Angela Giordano

(haiku, immagine  e traduzione a cura dell’autrice)