Haiku

​Una compagna 

con cui stare in silenzio –

ora – d’autunno

Tanka

stanotte il cielo

è scuro – riconosco

il tuo profilo

 

tra i fiori di susino

fragranza di rugiada

haiku 俳句 Eufemia – Valeria

haiku di Eufemia (n 1) haiku di Valeria Simonova-Cecon ( n 2) – ovvero giocando con le parole, gli haiku, gli incastri, le traduzioni…ed un proficuo scambio di e mail 

conc

. immagine da Fiori di Poems 

autumn sea –
the sound of a broken shell
breaks the silence
~
Eufemia
( adattamento in lungua inglese di Valeria)

abandoned
on the autumn beach
a shell of sea
~
Valeria

haiku

14429315_1247758565269527_1824918062_n

 vento dell’ ovest –

impigliato tra i rami

un aquilone

*

Angela Giordano

Creak petals

sfiorisce la rosa…

scricchiolano i petali

sotto alle ruote

fiori

It fades the rose…

creak petals

under the wheels

 

Elisa Allo

Tanka

A tratti l’ombra

fra i pini sale e scende

una farfalla

Con il vestito a fiori

giri intorno all’ortica

Intervista sullo HAIKU a Valeria Simonova-Cecon, amante e studiosa internazionale di questo genere

Cari amici di “Memorie di una geisha”, ho il piacere di intervistare la studiosa internazionale di poesia giapponese, Valeria Simonova – Cecon. Membro dell’Associazione italiana haiku, Valeria in questa intervista, ci fornisce nuovi strumenti per la scrittura e lo studio degli haiku, spiegando tutta una serie  di “luoghi comuni e convenzioni” che negli anni abbiamo adottato e che a mio parere, vanno assolutamente rivisti. Personalmente, credo che questa intervista farà luce su moltissimi aspetti inediti e sono certa che sarà utilissima a tutti coloro che amano cimentarsi con questo genere poetico.

 Buona lettura a tutti VOI!

valeValeria Simonova-Cecon (classe 1979) vive a Cividale del Friuli con il marito Andrea. Di origini russo-ucraine, è una scrittrice ed appassionata di poesia haikai dal 2004. Redattrice della rivista di senryū e kyōka in lingua russa Ershik, nonché amministratrice e traduttrice della Pagina Facebook Bannō Senryū for Gaijin, ama scrivere senryū, haiku, renku e studiare lingue.
È il primo autore europeo ad essere stato pubblicato all’interno della colonna Bannō Senryu in stile Nakahata del quotidiano giapponese Mainichi Shinbun.
Suoi scritti sono apparsi su diverse riviste specializzate, tra cui: Mainichi Shinbun (Giappone), Town News (Giappone), Heron’s Nest (U.S.A.), Modern Haiku (U.S.A.), Ulitka (Russia), Moonset (U.S.A.), Diogen (Croazia) e The Renga and Renku Journal.
Tra i vari riconoscimenti ricordiamo invece: il primo premio alla V edizione del Bilingual Calico Cat Haiku Contest (secondo premio alla VI edizione), nonché le menzioni d’onore assegnate nel 2009 alla I edizione del Kikakuza Haibun Contest, all’Ito En Ōi o-cha New Haiku Contest e all’Haiku Calendar Ludbreg (2009).

Eufemia: “Buongiorno Valeria e benvenuta sul multiblog “Memorie di una geisha”.
Questo blog ha ospitato fin dal 2007, molti amici scrittori che negli anni hanno sviluppato il loro interesse per la poesia giapponese. “Memorie di una geisha”, è stato un po’ un pioniere nel settore della poesia giapponese, pur con tutti i limiti del caso. Vorrei quindi proporti delle domande a beneficio dei nostri scrittori e lettori italiani.
In Italia c’ è un grande interesse che ruota intorno alla poesia haiku. Io ho letto i primi haiku nel 2006 e già allora, vi erano persone, soprattutto sulla piattaforma ‘”splinder” ,  dove gravitavano moltissimi blog, che li scrivevano. Da allora, c’ è stato un proliferare di gruppi sui blog e soprattutto su facebook. Come ti spieghi questo grande interesse per un genere poetico che non ci appartiene?”

Grazie, Eufemia. Non ho il quadro completo di quello che è successo in Italia negli ultimi anni riguardo al genere haiku, ma vedo che ultimamente, come dici tu, l’interesse degli Italiani per questa forma di poesia cresce sempre di più. Devo dire che non è così soltanto in Italia, ma un po’ dappertutto in Occidente e anche in Oriente (Cina, Malesia ecc.). Ora come ora difficilmente si trovano i paesi in cui non ci siano le persone che amano e cercano di scrivere haiku. Non penso che un altro genere poetico abbia mai avuto tanto successo e tanta popolarità tra i paesi con le lingue e culture così diverse da quella originale. Molto difficile definirne i veri motivi, ma se vuoi condivido una mia teoria personale. Io credo che lo haiku, grazie alla sua estrema brevità da una parte e la sua ricchezza di espressioni dall’altra, potrebbe avvicinarsi ad una specie di quintessenza della poesia nella vita umana. Non so se mi spiego, ma non ho altre parole per esprimere quello che penso. Ovviamente, è solo un mio pensiero personale.

Eufemia: “ In Italia si rispetta quasi sempre la regola delle 17 sillabe. Nei concorsi è obbligatorio attenersi a questo conteggio metrico ( al limite viene ammesso uno haiku che sfora di una sillaba). Cosa pensi di questa ” regola” ? E’ giusto applicarla ‘ sacrificando il contenuto a discapito di essa? Come si pone il mondo anglofono a questo riguardo?”

Quando mi sono trasferita in Italia, avevo già alle spalle una certa esperienza di scrivere haiku in due lingue (e culture) diverse: il russo e l’inglese. Ho visto alcune “battaglie” a proposito della regola 575 in queste lingue e sopratutto come erano finite. Generalmente, vista la grande differenza rispetto alla lingua giapponese e alcuni altri fattori, generalmente è stato concordato che non ha senso seguire questa struttura sillabica. In Italia invece ho trovato con una grande sorpresa che la maggior parte di haiku sono scritti seguendo questa regola. Quindi, la mia prima impressione era la sorpresa. La seconda – beh, devo dire la verità, mi è piaciuto! Ho cominciato a scrivere in Italiano cercando di fare 575 e ho scoperto che veramente rispetto alle 575 in russo e sopratutto in inglese, in italiano è molto più facile e naturale. Ma poi ho visto anche quello di cui parli tu – che un componimento, se non scritto in 575, per questo solo ed unico motivo non viene considerato haiku. Mi sono stupefatta. In realtà, la forma di 575 sillabe italiane (più tutte le altre piccole regole che si applicano per contarle) è un modo convenzionale e approssimativo per rendere ciò che in giapponese si esprime in 575 sillabe o meglio dire more giapponesi. Essendo una forma convenzionale ed approssimativa, secondo me, difficilmente può essere chiamata l’unica corretta e giusta. Ma con questa frase temo di saltare subito alle conclusioni senza spiegare perché io penso così. Facciamo una piccola permessa per capirci meglio.
La prima domanda: ma perché i giapponesi scrivono haiku in 575? Non è stata una scelta a caso. Praticamente tutta la poesia tradizionale giapponese è fondata sul “ritmo” (come lo chiamano loro, per noi sarebbe più naturale dire metro sillabico) di 5 e 7 more. I segmenti fonetici di 5 e 7 hanno un’alta qualità mnemonica (sono facili da memorizzare) e pure una certa musicalità o meglio dire piacevolezza per l’orecchio giapponese. Oltre alle poesie, molti proverbi e detti, pure gli slogan politici o i segni stradali possono essere scritti usando 5 e 7 per agevolare la loro “ricezione”. Un solo esempio che ha proprio la struttura di 575:
kono dote-ni(5) noboru-bekarazu(7) keishichou(5): non scavalcare questo argine – Dipartimento di Polizia.
Il problema è che in altre lingue non c’è una tale tradizione poetica. Inoltre, 5 e 7 sillabe per noi non hanno nessuna comodità o piacevolezza particolari, anzi, dobbiamo proprio fare uno sforzo mentale per contarle apposta.
Inoltre, le sillabe della lingua italiana non sono la stessa cosa delle sillabe (o more) giapponesi, come anche la lunghezza (intesa come quantità di sillabe) media delle parole in entrambe le lingue. Gli anglofoni, per esempio, dopo aver analizzato le differenze linguistiche hanno scoperto che per quanto riguarda la quantità di informazione trasmessa, 17 sillabe inglesi ne contengono parecchio di più rispetto alle 17 more giapponesi. Perciò hanno deciso di usare meno sillabe, per adattarsi meglio. Forse si potrebbe definire una quantità di sillabe massima (e/o minima?) accettabile per uno haiku in Italiano? A me non risulta che tali studi siano stati fatti, magari sarebbe opportuno, per capire quanto in realtà ci avviciniamo alle 17 more giapponesi? Chissà forse ci stiamo a meraviglia, ma al momento possiamo dirlo solo a occhio e croce. A me viene in mente, per esempio, un’altra cosa. In 17 sillabe giapponesi, se lo haiku contiene un kireji (non tutti ce l’hanno ma una gran parte sì), vuol dire che di informazioni “lessicali” né avrà solo 15 o 16 sillabe (more). Noi “traduciamo” e imitiamo un kireji come uno stacco e non lo prendiamo in conto quando scriviamo in 575 italiane. Ma i giapponesi sì! Quindi, anche se scopriamo che nella media le sillabe italiane si avvicinano abbastanza bene alle more giapponesi, ne avremo mediamente una o due in più, a meno che non cominciamo a contare uno stacco grammaticale come una o due sillabe🙂
Questi sono solo alcuni problemi che possono nascere, ci possono essere altri, e potrebbe essere interessante studiarle.
È normale che un genere nato in una lingua subisce un certo adattamento se trasferito in un’altra. E più diverse sono le lingue, più importanti potrebbero essere gli adattamenti. Prendiamo per esempio il sonetto. Nato in italiano, veniva generalmente scritto in endecasillabi. Ma in inglese non parliamo più di endecasillabi, ma di pentametro giambico. In francese, invece, il metro per eccellenza del sonetto è il verso alessandrino. Ogni paese ha cercato di adattare al meglio una forma straniera alla sua lingua, cercando di non impoverirla, non costringerla alle regole straniere ma trovando il modo migliore per mettere in evidenza le sue particolarità. E qui parliamo di lingue e culture relativamente vicine, mentre il Giappone è un’altra cosa. Ma la cosa più importante, sono veramente le sillabe che “fanno” uno haiku o piuttosto qualcos’altro?

Ci sarebbe ancora tanto da dire, da citare, per esempio, alcuni poeti classici che a volte non seguivano la forma di 575, mi viene in mente un haiku di Basho che conta 5/10/5. Oppure gli haiku di Taneda Santoka scritti prevalentemente al di fuori di ogni metrica e pure considerati dei grandi capolavori di haiku. Ma mi sono dilungata già un po’ troppo. Quello che volevo dire, la forma 575 sillabe italiane a me personalmente sembra una buona soluzione, ma non la forma “corretta” o “giusta” o l’unica possibile per trapiantare questo genere in Italia.

Eufemia: “Sempre a questo riguardo, ho letto in diversi tuoi interventi, che alcuni haiku con 19 sillabe, che vengono considerati dagli italiani dei katauta, in realtà potrebbero benissimo essere considerati degli haiku di 19 sillabe. D’altra parte la katauta è un’altra forma di breve poesia giapponese, simile allo haiku, ma composta da tre versi di 5-7-7 sillabe; diversa anche per il contenuto, non più naturalistico ma emotivo, spesso rivolta al proprio amore. Io stessa ho considerato “katauta” le poesie di 19 sillabe, magari senza tenere conto del contenuto ma solo della metrica. Credo che questo modo di vedere le cose debba essere rivisitato. Vorrei quindi chiederti dei consigli in tal senso. “

Mi viene un po’ difficile risponderti perché non mi sono mai interessata seriamente di katauta. Comunque, ridurre un genere poetico con la storia secolare ad un mero conteggio delle sillabe ed un breve accenno alla tematica mi sembra un po’ azzardato. Quante katauta giapponesi abbiamo letto? Quanti grandi (o piccoli?) esponenti di questo genere possiamo nominare? Quali scuole e stili di katauta esistevano (o forse no), ma sopratutto, perché i giapponesi hanno smesso di scrivere katauta parecchi secoli fa? Penso che prima di chiamare “katauta” quello che scriviamo ora in Italia dobbiamo porci queste domande. Provate a immaginare un tailandese che scrive sonetti nella sua lingua, senza conoscere la cultura del Rinascimento in Europa, senza aver mai letto Petrarca, Shakespeare, Lope De Vega… anzi, senza neppure conoscere i loro nomi. Che tipo di sonetto scriverebbe?
Dall’altra parte non vedo nessun male nello scrivere le poesie in italiano seguendo la metrica di 577 sillabe. Sarebbe più onesto, però, chiamarle, per esempio, poesie italiane scritte a forma di katauta, o qualcosa del genere.

Eufemia: “Sei uno dei membri dell’Associazione italiana haiku (insieme al presidente Luca Cenisi e allo scrittore Andrea Cecon)  e stai facendo un grosso lavoro di traduzione per portare in Italia, tutta una serie di testi, articoli, nozioni etc… che facciano luce sulla poesia giapponese. Personalmente ti considero una grande studiosa a livello mondiale e seguirti, mi fa comprendere ogni giorno, che in a Italia non solo è arrivato ben poco sullo haiku, ma che occorre correggere parecchi luoghi comuni ( riguardo alla metrica, al kireji, alla questione degli accenti). Dunque la mia domanda è: seguiamo la grammatica italiana che è rigida o possiamo adottare un metodo più libero, per scrivere haiku?”

Grazie per le tue buone parole. In realtà non sono un vero studioso, e non lo dico per falsa modestia ma perché ho conosciuto i veri studiosi di haiku. So quanto serve per diventarne uno. Ma questo non è la mia meta, io semplicemente cerco di indagare di più su una cosa che mi piace, tutto qui. Per quanto riguarda la tua domanda, credo che voi italiani dovreste rispondervi a questa domanda da soli. Non so che punti di contatto può avere con l’haiku giapponese la grammatica italiana e quindi in che modo la lingua italiana potrebbe adottare al meglio un genere come l’haiku. Dalla mia esperienza personale, ho visto molti haiku bellissimi in lingua italiana, sia rigorosamente in forma 575 sia fuori di questa metrica. Forse sarebbe meglio sfruttare più possibilità? Ma dipende da voi. In Giappone, per esempio, coesistono approcci diversi.
La madre di Kaneko Tota, un famoso haijin giapponese del ventesimo secolo, consigliava al figlio di non entrare nel mondo di haiku, perchè “l’haiku è rissa” (haiku wa kenka). Povera donna era sposata con uno haijin, il padre di Kaneko, quindi sapeva di cosa parlava🙂 Sembra che in Italia ci sia una simile situazione, e vi assicuro, è lo stesso anche per molti altri paesi del mondo. Ma questo significa che il genere è vivo, e non morto!🙂

Eufemia: ” Che genere di consigli daresti agli italiani che scrivono haiku?”

Leggere più possibile gli autori giapponesi, e gli autori occidentali non-italiani. Fate le vostre scelte a occhi aperti. Altri consigli difficile dare senza conoscere l’interlocutore personalmente, siamo tutti così diversi.

Eufemia: “Su  facebook sei l’ amministratrice di due pagine dedicate ai senryu: Bannō Senryū for Gaijin e Takeshi’s Banno Senryu. Sei anche la traduttrice di autori giapponesi come Takeshi Mizuno e molti altri che scrivono senryū bellissimi. Personalmente come ti ho scritto in uno scambio di e mail, trovo i senryū che leggo sulle tue pagine, assai attinenti alla realtà. Come un volersi calare, in forma poetica, fin dentro essa. Che tipo di rapporto esiste tra i giapponesi e questo genere poetico? Ci parli delle scuole di haiku e senryū giapponesi? “

È una domanda (anzi, tre domande in una!) troppo complessa! Provo a rispondere brevemente almeno su qualcosa. In Giappone lo haiku è più famoso del senryū (come da noi). Qualche hanno fa ho letto che di club/circoli (o come dicono i giapponesi “kessha”) di haiku sono circa 900, mentre dei club ufficiali di senryu ci sono circa 350. I giapponesi sono abituati a vedere gli angoli di haiku e senryu quasi in ogni giornale che leggono. Ci sono tantissimi libri e programmi televisivi e radio su entrambi i generi. Per quanto riguarda le varie scuole, è un tema troppo vasto per un’intervista. Magari in futuro ne facciamo un’altra dedicata solo a questo argomento🙂

Eufemia: “Ho letto sul gruppo AIH (associazione italiana haiku) che nelle prefetture giornalmente i giapponesi scrivono haiku e li imbucano nelle cassette postali. Poi il postino passa a ritirare nel week end e si procede con la proclamazione del miglior haiku della settimana. Trovo bellissima questa usanza. Ma chi li scrive per la maggior parte? I giovani come si pongono nei loro confronti? Li scrivono ancora?”

Se vediamo i club ufficiali di haiku a volte sembrano i dipartimenti dell’Università della Terza Età e non sto scherzando. Un giapponese medio lavora tantissimo per tutta la sua carriera lavorativa, poi va in pensione e allora si sceglie uno o due “hobby”, che possono essere anche haiku o senryu. La maggior parte di persone che frequentano i kukai (incontri di scrittura) dei vari club sono dei pensionati. I giovani ci sono, ma sono in minoranza e qualche tempo fa so che c’erano alcuni tentativi di creare i club “alternativi” solo per i giovani che si sentivano un po’ a disagio in compagnia di troppe persone di una certa età. Non so com’è andata a finire la storia. Comunque, ci sono anche gli autori giovani e prominenti. Per esempio Saki Kono, un’amica di Takeshi Mizuno che conosci. Avrà 34-35 anni e ha già scritto dei libri su come scrivere haiku (non solo le raccolte di haiku suoi).

Eufemia: “Per terminare cara Valeria, vorrei che mi dicessi chi è il tuo maestro preferito e che citassi un suo haiku. Ed infine, a beneficio dei nostri lettori, che riportassi un tuo haiku o un senryū. A te la scelta!”

Ecco uno dei miei preferiti haiku di Taneda Santoka (14 more)

生死の中の雪ふりしきる
sei-shi no naka no yuki furishikuru

tra la vita
e la morte
cade, cade la neve

Dei miei vorrei condividere uno di miei pochissimi haiku in italiano, 575:

sciarpa di lana –
diventano invernali
tutti i suoni

E con questo ti ringrazio davvero di cuore Valeria- san. Arigatou!

Eufemia Griffo

Haiku di Ylenia

1474054744936

Sul mio letto – Haiku 俳句 – Maria Laura

 

sul mio letto

si distende la luna —

le dormo accanto

 

Haiku 俳句 di Maria Laura Valente, pubblicato su Komorebi 木漏れ日

katsushika_hokusai_1760_1849_-_plum_blossom_and_the_moon

Immagine: Katsushika Hokusai, Plum Blossom and the Moon – from the book Mount Fuji in Spring (Haru no Fuji), c. 1803.

Otsukimi お月見

Lo Otsukimi お月見 è la contemplazione della prima luna piena d’autunno. In un breve post pubblicato sul mio blog Komorebi 木漏れ日, un mio haiku accompagnato da alcune semplici notazioni su questa festività.

maniche lunghe —
il primo plenilunio
del nuovo autunno
*
long sleeves —
new autumn’s
first full moon

Maria Laura Valente

Komorebi 木漏れ日

maniche lunghe –

il primo plenilunio

del nuovo autunno

*

long sleeves –

new autumn’s

first full moon

Haiku 俳句 di Maria Laura Valente

otsukimi-moon-viewing-1906-blue-ruin-1-the-geisha-eiryu

Questo mio haiku celebra lo Otsukimi お月見, la contemplazione della luna, più precisamente del primo plenilunio d’autunno (Chushu no Meigetsu 中秋の名月), una festività nipponica celebrata ancor oggi, sia pur con modalità più moderne e legate soprattutto ad aspetti iconografici tratti dall’antica leggenda di matrice buddista del Coniglio della Luna (Tsuki no Usagi 月の兎). La ricorrenza dello Otsukimi era molto sentita nel Giappone rurale del passato non troppo remoto, quando si viveva in case di struttura tradizionale (quella che oggi si ritrova, ad esempio, nei ryokan 旅館, le locande in stile antico). In tali dimore, nel giorno del primo plenilunio autunnale, si era soliti lasciare aperti gli shoji 障子 (le porte scorrevoli di carta di riso) per osservare la luna e permettere ai suoi raggi…

View original post 168 altre parole

Tanka

 

Sfugge allo sguardo

la luna fra le nubi

sempre cangianti

Scandita dal cuculo

l’aurora che s’attarda

haiku

ore notturne –

mosse dal vento appena

le lunghe chiome

(Massimo Baldi)

14355568_1086273724761754_4991334442440838316_n

haiku

nel fiume calmo

il viso della luna

tremola col suo

(Massimo Baldi)

14322582_1086275374761589_4566187482210308707_n

 

Alcuni haiku femminili della seconda metà del XX secolo

14344264_10211302042053208_565650218807157203_n

hifun ari hakishi suika no shushi kuroku

rabbia e dolore
sputo i semi dell’anguiria
neri

Takeshita Shizunojo

mizugi erabu itsu shika kare no me to natte

scegliendo il costume da bagno –
da quando mi guardo
con gli occhi di lui?

Mayuzumi Madoka

hina no kao ware zehi naku mo oinikeri

le facce di bambole –
non ho altra scelta
che invecchiare

Enomoto Seifu

mado no yuki nyotai nite yu o afureshimu

neve alla finestra
il corpo di donna fa fuoriuscire
l’acqua calda

Katsura Nobuko

Immagine: Hashigucho Goyo, Kimono Estivo, 1920

*

Ringrazio Valeria Simonova – Cecon per avermi permesso di pubblicare su Memorie di una geisha, questi haiku da lei pubblicati sul gruppo fb, AIH 

Post scelti su THE CLOUDS OF TOKYO 東京

lungo cammino –
di ogni foglia caduta
serbo memoria

Long road –
I still remember
each fallen leaf

~ Haiku di Maria Laura Valente

050349-art-bridges-geisha

*

Passo leggiadro –
il mio fiore è sbocciato
annuso ogni petalo

velluto rosa
scivola fra le dita –
lo stupore emoziona

~ Sedoka di Ylenia Monelli e Massimo Baldi

13726700_554477231406221_1200039021661563752_n

ringraziamo The clouds of Tokyo e vi invitiamo a visitare la pagina FB ed il relativo 

BLOG

https://giapponesite.wordpress.com/

Duetto d’haiku (with English version)

dentro alla tazza

annegano i petali –

mistica via

 

inside the cup

drown the petals –

mystical road

 

un tè per due –

esprimi un desiderio

senza le stelle

 

tea for two –

make a wish

without the stars

dav

Foto mia

Elisa Allo

Lungo Cammino – Haiku 俳句 – Maria Laura

 

lungo cammino –
di ogni foglia caduta
serbo memoria

*

long road –
I still remember
each fallen leaf

 

Maria Laura Valente

| Haiku pubblicato su Komorebi 木漏れ日 |

 

d43f86bac537f9d68970b641404bc4c2

Picture: Ukiyo-e by Utagawa Toyokuni, Woman Under Maple and Ginkgo Leaves, 1811

haiku俳句 english version

moon

looking at the moon
the young mother becomes
a child again
*

guardando la luna
la giovane madre
ritorna bambina

*

Eufemia Griffo

Anche questa volta ringrazio Valeria Simonova-Cecon per avermi proposto una traduzione migliore, come sempre ne sono onorata Valeria – san

Haiku in English*

scent of Autumn

arrives from the mountains

carried by a kite

 

aquilone

profumo d’Autummo

giunge dai monti

sopra un aquilone

 

Elisa Allo

 

*Sulla falsariga del bell’haiku scritto in inglese da te, Eufemia, propongo questo piccolo esperimento. E’ sempre interessante mettersi in gioco e proporre nuove vie. Grazie mille!

Haiku di Ylenia

cielo d’ovatta –
come in una favola
regna la notte

☆☆☆

Ylenia Monelli – Haiku

 

Delicate sound of silence
© M A R I O • H A B E R L

fb_img_1473532279725

haiku Eufemia -english version

images-1

 

enclosed
in a soap bubble
the whole summer

*

tutta l’estate
racchiusa in una bolla
di sapone

*
Eufemia Griffo

(ringrazio Valeria Simonova per avermi suggerito una traduzione migliore di quella da me proposta, un grande onore per me)

Questo haiku nato in inglese, non rispetta la sillabazione tradizionale delle 17 sillabe. A tal proposito, nei commenti, troverete il mio botta e risposta, con la studiosa Valeria Simonova Cecon. Vi consiglio di leggerlo per capire e comprendere tutta una serie di errori, tipicamente “nostrani” che ci portiamo dietro da tantissimi anni.

Al di là del “momento haiku”: Bashō, Buson e i miti degli haiku moderni

Un interessantissimo articolo di Haruo Shirane sullo haiku moderno e antico, sui luoghi comuni ( da rivedere) tracciando nuove ed interessantissime strade.
Da leggere con grande attenzione.

CINQUESETTECINQUE

13728g1Haruo Shirane ha conseguito una laurea con lode in Letteratura inglese e studi orientali al Columbia College nel 1974, una laurea magistrale in Letteratura giapponese all’Università del Michigan nel 1977, e un Dottorato di ricerca in letteratura giapponese alla Columbia University nel 1983. È professore di letteratura e cultura giapponese presso il dipartimento di lingua e cultura asiatica della Columbia University. Le materie di studio di cui si interessa sono, oltre alla letteratura giapponese, quella classica e pre-moderna, con un’attenzione speciale alla narrativa di genere, alla poesia ed alla teoria della letteratura, le interazioni tra la cultura popolare e nobiliare, la memoria e il linguaggio culturale, l’ecologia letteraria e la concezione culturale della natura. Ha ricevuto il “Ueno Satsuki Memorial Prize on Japanese Culture” per i suoi contributi allo studio della cultura giapponese. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Early Modern Japanese Literature: An Anthology, 1600-1900 (New York, Columbia University Press, 2008) e Traces of Dreams:…

View original post 3.379 altre parole

haiku 俳句 Angela Giordano

14302788_1238438686201515_1199685385_n

scorre la notte
resta muto il dolore
tra i fiori secchi

*

Angela Giordano

haiku 俳句di Angela Giordano

14302906_1238439252868125_1686050908_n

sera autunnale
un grappolo di stelle
dentro la vigna

*

Angela Giordano

Fior di carota – Haiku 俳句 – Maria Laura

 

fior di carota —
se solo chiudo gli occhi
ecco, l’autunno
*
wild carrot flower —
just closing my eyes
autumn is here

Maria Laura Valente

| Haiku pubblicato su Komorebi 木漏れ日 |

14184507_773327662808264_2902598684938093969_n

Fotografia: Maria Laura Valente

Bussokusekika

Cala il sipario
sull’estate che langue
declina il vespro

E vagabonda scorre
con la storia delle onde
che trepida sovrasta

@ Rosemary3

Haiku di Ylenia

schizzi d’autunno –
s’addormenta il sole
cielo in ombra

☆☆☆

Ylenia Monelli

Foto  dal web

screenshot_20160908-124146

Senryū 川柳 Eufemia

14212555_1226296330748780_2510965356312577373_n– immagine dal web –

ti chiedo scusa
sembra dire la mamma
al suo bambino

i apologize
it seems to say mom
to her child
~
Eufemia Griffo

Parlando con Elisa Allo, ho scritto in 17 sillabe, questa amara riflessione.
Spesso, come nel terremoto, sono i bambini a pagare il prezzo più alto.

Haiku di Ylenia

trema il cielo
fra mani nude piange –
cala l’autunno

☆☆☆

Ylenia Monelli 

fb_img_1473177410219

Haiku (with English version)

madre che allatta

mentre danza la pioggia –

ninna soave

Image result for mamma che allatta disegno

 

mother breastfeeds

while rain is dancing –

sweet lullaby

Image result for pioggia alla finestra notte

Elisa Allo

Tanka 短歌 – Maria Laura

sciolgo i capelli
il mio sguardo scivola
lungo il tramonto —
nel volo di un gabbiano
vibra ancora l’estate


*

I let my hair down
while my gaze slips
along the sunset —
in the flight of a seagull
summer still vibrates

Maria Laura Valente

14195989_769959009811796_3187297726215024209_o

Picture: Hashiguchi Goyō 橋口 五葉, Kamisuki (Combing the hair), 1920

***

Tanka pubblicata su Komorebi – https://marialauravalente.wordpress.com/

 

Haiku 俳句 Eufemia

b98102ad72e62f5c21e1d65c93713b5f-foto dal web –

nubi in arrivo-

brevi giorni d’estate

prima d’autunno

*

Eufemia

Sedoka di Ylenia e Massimo

passo leggiadro –
il mio fiore è sbocciato
annuso ogni petalo

velluto rosa
scivola fra le dita –
lo stupore emoziona

☆☆☆

Ylenia Monelli e Massimo Baldi

FB_IMG_1471870485173

haiku 俳句 Eufemia – in memory

14102447_1220565114655235_7888921439282457948_n

dopo le stelle
anche il sole si rabbuia
su questa terra
~
Eufemia

(foto di Paolo Sdruscia)

Senryū Eufemia

parole vuote –
non serve discutere
quando si muore
~

Eufemia

Senryū Eufemia

le tazze vuote-

attorno alla tavola

non c’è nessuno

*

Eufemia

(25/8/2016)

Tanka

Benché la luna
tardi a sorgere e le onde
ritmino i passi
Perché la nostalgia
m’attraversa stanotte?

keiryū 渓流

Un navigar nell’ombra
scandendo il tempo dell’attesa
per timore di perdere
un dorato inferno ritrova
al varco di rischiosi passi

@ Rosemary3

haiku 句 Eufemia

aereo-di-carta-contro-il-cielo-blu-ed-il-mare-31248030

giochi di spiaggia-
un aereo di carta
plana sul mare

Eufemia

Tanka

Stanotte il mare

è buio e straripando 

copre la spiaggia 

Dove abbiamo camminato 

tenendoci per mano