Haiku

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si ferma il tempo 
sui solchi d’un vinile –
fuori fa freddo

Lia Grassi

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Betty Castagnoli

betty

Quasi la neve
Al mercato il rosso
dei tulipani

Betty Castagnoli

Francesco Palladino

tanka

prima rondine
sparita oltre il mare
una chiamata

anni e anni di attesa
senza mai un ritorno

first swallow
beyond the sea
a call

years and years
without a return

Francesco Palladino

Lucia Viola

luc

La brina sciolta
gocciola dagli alberi
Tu mi sorridi

Lucia Viola

Dolores Santoro – Tanka, Le Lumachine n° 31, gennaio 2019

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Luce d’ottobre
Ripetendo il mantra
del mio sogno
Porto sopra le labbra
l’ombra di un amore

Dolores Santoro

Matilde Cherchi – Haiku

violette

Si sveglia il bosco

Avverto Il profumo 

delle violette 

Matilde Cherchi

Maria Concetta Conti – Tanka, Le Lumachine n° 31, gennaio 2019

litha

Chiedimi ancora
se nel mio silenzio
indugia l’alba
Com’è buio il ricordo
di quest’anima antica

Maria Concetta Conti

Elisa Guidolin – Tanka

elisa

Cielo di Londra
sugli edifici bianchi
pioggia scrosciante-
arcobaleno obliquo
la carezza del sole

Poema e immagine di Elisa Guidolin

http://the-path-of-the-butterflies.blogspot.com/

Giuliana Ravaglia – Otata, Ottobre 2018

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primo mattino:
le camelie bagnate
di luna piena

early morning
the camelias bathed
in full moon

freschi giacinti:
il mio cuore scalzo ancorato al cielo

fresh hyacinths:
my barefoot heart anchored in the sky

*

Giuliana Ravaglia 

Eufemia Griffo, La stanza di Erato, concorso di poesia e haiku. Menzione di merito per un mio haiku

et

giardini in fiore-
il fango sulle scarpe
di questo inverno

Eufemia Griffo

Antonio Sacco: “Un caso di haiku polisenso: esempio del ruolo della Kakekotoba nello haiku italiano”

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È relativamente raro trovare in lingua italiana haiku che fanno uso di quello che i giapponesi chiamano “kakekotoba” (掛詞; kakeru= agganciare, kotoba= parola) o “parola perno”, ossia una parola che presenta più piani di lettura grazie all’omonimia delle stesse. Gli omonimi sono due o più parole che presentano la stessa pronuncia ma che rappresentano significati diversi non essendo correlati né semanticamente né etimologicamente fra essi. Mentre per i giapponesi la kakekotoba è una peculiarità linguistica tipica della loro poesia, facendone ampio uso negli haiku, in italiano questo succede di rado. Propongo qui di analizzare un mio haiku in cui si utilizzano due parole omografe (rappresentate cioè dagli stessi segni grafici) ma non omofone (che non presentano la stessa identica pronuncia), ovvero un esempio in cui viene usata la kakekotoba ed il significato del componimento resta, quindi, libero di fluttuare fra i due possibili significati:

eppur perdono
il profumo dei fiori
ormai schiacciati

(Antonio Sacco)

Volutamente non si è inserito lo stacco perché a seconda di dove verrà posto il significato del componimento varierà. Poniamo ora attenzione alla parola “perdono” al kamigo (primo ku): se intesa come parola sdrucciola sarà “pèrdono”, cioè terza persona plurale presente indicativo di perdere, e se al nakashichi (secondo ku) interpretiamo “dei” come proposizione articolata aggiungendo lo stacco interno al secondo ku (chukangire) prima di essa, avremo una prima possibile versione del componimento:

eppur pèrdono
il profumo – dei fiori
ormai schiacciati

La prima interpretazione di questo haiku vuole quindi significare che proprio perché sono stati calpestati alcuni fiori pèrdono la loro fragranza. Qui, con questa specifica toriawase (i. e. il collegamento di due immagini distinte in uno stesso componimento haiku), lo haijin vuole suggerirci che la bellezza e le caratteristiche dei fiori potrebbero essere vanificate con lo schiacciarli.
Mentre la seconda possibile versione è di significato completamente diverso se si considera la parola “perdono” con accento tonico sulla penultima sillaba (parola piana e non sdrucciola come testé visto):

eppur perdòno –
il profumo dei fiori
ormai schiacciati

Ora perdòno è inteso come prima persona indicativo presente del verbo perdonare, il kireji è posto alla fine del kamigo. Secondo questa versione lo haijin vuole porre l’accento sul fatto che i fiori nonostante siano calpestati emanino profumo in segno di perdono verso chi li ha schiacciati o che lo stesso autore perdona come i fiori quando vengono pestati.
Possiamo riscrivere il componimento come un monoku o haiku monoverso lasciando che i due diversi significati e le due diverse interpretazioni siano libere di passare da un senso all’altro:

eppur perdono il profumo dei fiori ormai schiacciati

Come espresso da Susan Stewart esempi come questo rappresentano “the clash of two levels of abstraction” (“lo scontro di due livelli di astrazione”) giocando un ruolo importante nell’economia verbale di una poesia haiku. Per chi fosse interessato ad approfondire tali tematiche suggerisco questo articolo che tratta, appunto, di kakekotoba, polisemia e omonimia negli haiku: https://www.elisabernardinis.com/1159-2/

Antonio Sacco

Le Lumachine n. 31, il tanka contemporaneo in Italia e nel mondo, diretta da Stefano d’Andrea, archiviata nella Digital Library di The Haiku Foundation

Le Lumachine n. 31, il tanka contemporaneo in Italia e nel mondo, diretta da Stefano d’Andrea,  è stata archiviata nella Digital Library di The Haiku Foundation. Nella Digital Library sono stati archiviati da Garry Eaton tutti i numeri arretrati de Le Lumachine. Per favore, clicca sul link sotto l’immagine per il download.

Lumachine number 31, the contemporary tanka in Italy and in the world, directed by Stefano d’Andrea, have been archived in the Digital Library of The Haiku Foundation.  In the Digital Library, have been archived by Garry Eaton, all back issues of Le Lumachine.  Please, click on the link below or on the image for free download.

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https://www.thehaikufoundation.org/omeka/

Le Lumachine n° 31, dicembre 2018 – Il tanka contemporaneo, in Italia e nel mondo. Guest editor, Eufemia Griffo – a cura di Stefano d’Andrea.

Per scaricare la rivista cliccare sulla copertina o sul link sotto l’immagine.

Please, click on the link below or on the image for free download.

https://docs.wixstatic.com/ugd/0ba2eb_262133c4601242de9cb3e20eb975bfdc.pdf

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Le Lumachine n° 31, dicembre 2018 – Il tanka contemporaneo, in Italia e nel mondo.

Guest editor, Eufemia Griffo – a cura di Stefano d’Andrea.

Ilde Giacinti

ilde

l’acero rosso –
giorni di fine autunno
sempre più brevi

Ilde Giacinti

Eufemia Griffo – Failed Haiku, Jan. 2019

eu

dissolved mist
the thin shape
of my wishes

nebbia dissolta
la forma sottile
dei miei desideri

Eufemia Griffo

Anna Maria Domburg – Sancristoforo – Failed Haiku, Jan. 2019

anna

winter sun –
a veil of dust
on my thoughts

sole invernale –
un velo di polvere
sui miei pensieri

Anna Maria Domburg – Sancristoforo

Oliviero Amandola – Haibun

snow

Haibun: Sempre pronti all’impatto

Ho imparato l’importanza di donare il sangue e il midollo solo dopo che eravamo usciti illesi da un incidente sul ponte piatto della portaerei e siamo tornati insieme sul luogo dell’incidente dopo quasi vent’anni che non ci vedevamo. Tu hai lasciato la carriera militare per quella teatrale, io quella musicale per quella di viaggiatore. Entrambi siamo ancora vittime di esplosioni morali. Ma siamo ancora come allora, donatori di sangue sulla scena del crimine. Un po’ bruciacchiati dentro, ma illesi, nonostante gli occhi.

A casa mia
è già scesa la neve
Natale in viaggio

Oliviero Amandola

Resi Fontana

resi

Manto di neve
Tra orme sconosciute
anche le mie

Resi Fontana

Betty Castagnoli

rose

Piccole rose
Qualche petalo ancora
tra i guanti bianchi

Betty Castagnoli

Matilde Cherchi

scialle

Arde il camino
Lo scialle sulle spalle
le mani tese

Matilde Cherchi

Lucia Griffo

luci

Scende la notte –
tra luci che abbracciano
un nuovo giorno

Lucia Griffo

Stefano d’Andrea

casta

in the clearing
the sweet thuds of chestnuts
— childhood echoes

nella radura
i dolci tonfi dei ricci
–echi d’infanzia

by Stefano d’Andrea (Italy)

Otata, #23, November 2017

Charlotte Digregorio’s blog, Dec. 8, 2017

Maria Teresa Piras – Haiku Column

teresa

autunno profondo—
sulla riva del mare io e il vento

deep autumn—
on the seashore, me and the wind

– Maria Teresa Piras

There is a sense of loneliness and joy in this haiku. With the trees bare and the grass withered, there is nothing to make the wind stop. However, the poet seems to revel in the feeling of being alone with the wind. Sometimes we forget the special bond we have with the wind. This haiku is a good reminder for us to take a moment and to feel the wind in all of its power and glory.

C’è un senso di solitudine e gioia in questo haiku. Con gli alberi spogli e l’erba avvizzita, non c’è nulla che faccia fermare il vento. Tuttavia, il poeta sembra divertirsi nella sensazione di essere solo con il vento. A volte dimentichiamo il legame speciale che abbiamo con il vento. Questo haiku è un buon promemoria per noi di prendere un momento e sentire il vento in tutta la sua potenza e gloria.

Comment by Nicholas David Klacsanzky

Eufemia Griffo – Otata Dec. 2018

leaf

lungo inverno
la neve cade ancora
su ogni foglia

long winter
the snow still falls 
on every leaf

Eufemia Griffo

Angela Giordano – Asahi Haikuist Network, Dec. 21, 2018

angl

the bare branches –
hands rise to the sky
in prayer

i rami spogli –
le mani salgono al cielo
in preghiera

Angela Giordano

Oliviero Amandola – Haibun

Haibun: Incisioni

ol

Nel sonno viola dei lillà, il profumo, come una preghiera riempiva l’aria; mi sentii guidato dalle direzioni del firmamento, più generoso di una ninna nanna, l’anima mia fu presa come bersaglio. Curioso di conoscere tutti gli equipaggi del cuore, portatore vichingo di correnti e clamori autunnali quando nei miei pensieri finirono le battaglie, la sera mi fece entrare nel bosco a respirare. Negli invisibili fruscii dei risvegli solitari di un altro inverno, più silenzioso della neve delle montagne, più morbido del latte delle Sterlizie e gelsomini… Da allora mi sono addormentato dove ogni amante si vorrebbe risvegliare, tinto dalla voce nera dell’oceano, dai ritmi lenti delle gocce dove fermentano gli arcobaleni. E ho conosciuto nei legni delle barche i flutti deliranti dove navigano i pensieri di chi parte nella notte; sangue di rosa, azzurri risvegli di scintillanti tempeste: fino in fondo all’orizzonte ho cantato lontananze di uccelli, rinfreschi di violette.
C’è infine nell’attesa il canto glorioso dei gigli.

Serata estiva
La rosa assorbe il suono
delle campane

Coron, Palawan
December 2015

diario

(diario di bordo)

Haibun e immagini di Oliviero Amandola

Mauro Battini

snow

Naso all’insù
Svanisce tra le labbra
un fiocco di neve

Mauro Battini

Angiola Inglese – “Haiku”, e book collection

Per scaricare l’e book cliccare sulla copertina o il link sotto l’immagine:

 

cover e book angiola

https://docs.wixstatic.com/ugd/0ba2eb_99bec9c320bc46f291dfadd00ad9ba34.pdf

Potete leggere l’e book anche in versione libro:

E book realizzato da Eufemia Griffo per Memorie di una geisha.

Editing di Stefano d’Andrea. 

Fotografie di Claudia Roffeni.

Anna Maria Domburg – Sancristoforo

sirene

vento di gelo –
da lontano il canto
delle sirene

icy winds –
from far the song
of the Sirens

A.M.

Antonio Mangiameli – Antologia “Haiku tra meridiani e paralleli”, casa editrice Fusibilia

sole

La mano stanca
come il sole in autunno –
un mendicante

Antonio Mangiameli

Lucia Viola

lcuia

Boccioli nuovi
L’elleboro resiste
anche alla neve

Haiku e immagine di Lucia Viola 

Francesco Palladino – Haiku column

comet

stella cometa …
tutti in attesa di un ritorno

comet star…
all waiting for a return

彗星スター…
みんな帰りを待っています

Francesco Palladino

Maria Concetta Conti – Otata, Dicembre 2018

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cold
a poem
before your leaving

autunno
Il magico profumo
del cambiamento

autumn
the magic smell
of change

Maria Concetta Conti

Eufemia Griffo – Quattro haiku

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windy day
a dandelion seed
touchs a cloud

Stardust, Dec. 2018

Christmas past
tying our memories
with old ribbons

Blithe Spirit, Dec. 2017

old calendar
I rewrite my life
from day one

Blithe Spirit, Dec. 2017

first snow
the white colour
of our silence

Chrysanthemum 24, 2018

Eufemia Griffo

 

Rosa Maria Di Salvatore

osa

sul suo viso
la luce del mattino –
gerbere rosa

on her face
the morning light –
pink gerberas

Rosa Maria Di Salvatore

Lucia Griffo – La Poesia della neve

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soffice cade –
la poesia della neve
non fa rumore

senso di vuoto –
rami lasciati soli
con le foglie

viale di stelle –
percorsi illuminati
sul mio cammino

Lucia Griffo

Lucia Griffo

lucia

aria gelida –
il calendario annuncia
ancora inverno

cold air –
the calendar announces
winter again

Lucia Griffo

(immagine dal web)

Claudia Messelodi

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solstizio d’inverno
così lunga la notte
che ci separa

winter solstice
so long the night
that divides us

Claudia Messelodi

(immagine dal web) 

Dal suo blog

https://claudiastones.blogspot.com/

Lucia Viola

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Storie di neve
Le impronte vicine
di un merlo e un gatto

Lucia Viola

Angiola Inglese

angio

la luna piena-
la forma fugace
di una nuvola

Angiola Inglese