Tanka (published in Presence, issue 58)

Vento del giorno

c23cda157bb1b85b39183e9e9cf5897aFuco Ueda
so much silence
in this spring
will it be the last?
a sudden gust of wind
with a salty taste
©A.M.

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Happy Summer

Il blog va in vacanza ma chi ha un account wordpress ed è iscritto, può continuare a pubblicare i post in autonomia.

hap

Per il momento non mi resta che salutarvi e augurarvi una estate serena.

Ci rileggiamo verso il 20 Agosto ❤

Eufemia

Eufemia Griffo – Failed haiku, August 2017

inuit

(immagine da pinterest)

old inuit …
on the kayak bow
his child’s name

vecchio inuit …
sulla prua del kayak
il nome del suo bambino

*

Eufemia Griffo – Failed Haiku, August 2017

 

Stefano Riondato – Haiku

ni

Lampo improvviso

Nell’ inchiostro di un haiku

tutta la notte

*

Stefano Riondato

Francesco Palladino – Haiku

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Foglia nel vento
Passaggio in un tornello
senza ritorno

*
Francesco Palladino

Lori A Minor – Haiku

sunv

(picture from pinterest)

sunshine
my world revolves
around him

 

luce del sole
Il mio mondo ruota
intorno a lui

*

Lori A Minor 

 

Antonio Mangiameli – Haiku

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(Immagine by pinterest)

linea di ombra
in mezzo alle ombre –
un ramo secco

shadow line
among shadows
a dry branch

*

Antonio Mangiameli

 

Lucia Cardillo – Otata,

Menta-salvia-lavanda-990x470-c

(immagine dal web)

stone walls –
in the night coolness
mint and lavender

🌿

(muri di pietra – nella frescura a sera / menta e lavanda)

Lucia Cardillo

Eufemia Griffo – Otata, Aug. 1, 2017

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drops of ink
all the words
I didn’t tell you

gocce d’inchiostro
tutte le parole
che non ti ho detto

*

Eufemia Griffo 

(immagine by Pinterest)

 

Lucia Griffo – senryu

past

scivola il tempo
sulle orme del passato 
ecco domani

*

Lucia Griffo

Tanabata Matsuri, the new e book, Is up!

Memorie di una geisha e Ama no gawa, sono due blog italiani, fondati rispettivamente da Eufemia Griffo ed Elisa Allo. Elisa è stata la prima haikuist italiana a fondare un blog dedicato agli haiku nel lontano 2005 e qualche mese dopo, è nato anche Memorie di una Geisha. 
Per festeggiare questo sodalizio così lungo, abbiamo pensato di unire in un unico e book, dopo quello dedicato alla festa della mamma, tutte le poesie pervenute ai nostri blog in occasione di Tanabata Matsuri.
Dopo decine di e book contenenti le poesie di Autori italiani e pubblicati dal 2006 ad oggi, abbiamo creato un piccolo ma prezioso scrigno, che contiene le poesie anche di autori stranieri. Grazie a tutti, Vi auguriamo buona lettura.

“Memoirs of a Geisha” and “Ama no Gawa”, are two Italian blogs, respectively founded by Eufemia Griffo and Elisa Allo. Elisa was the first haikuist to create a blog dedicated to haiku in 2005. A few months later, Memories of a Geisha were also born. In celebrating this partnership so long, after the first e book to celebate “Mother’s day”,  we decided to combine all the poems submitted to our blog on the occasion of Tanabata Matsuri, into a single e-book. 
After dozens of e-books containing the poems of Italian Authors and published since 2006, we have created a small but precious treasure chest, which also contains poems by foreign authors. Thanking you all, We wish you a pleasant reading.
Eufemia Griffo and Elisa Allo

 

Cliccare sull’immagine o sul link, oppure sul formato libro da sfogliare.

 

cover

https://docs.wixstatic.com/ugd/0ba2eb_9a86041d260f4c02b3d98d224be6665c.pdf

 

Getting Used to Haiku & Senryu di Charlotte Digregorio

Un articolo meraviglioso sullo haiku e il senryu che vi invito a leggere. Un viaggio davvero emozionante tratteggiato con maestria e sapienza, dalla scrittrice americana Charlotte Digregorio.

Charlotte Digregorio's Writer's Blog

You can often find me speaking about haiku and senryu about three times a month somewhere. The forms are getting noticed.

When I recently spoke to the Chicago Women’s Alliance, I could tell that haiku and senryu  looked a bit strange to people when I passed out sample poems. They looked curious or even intrigued, but I must admit these poetic forms take awhile for many people to get used to.

I think people, at first, have trouble seeing them as poetic forms, until I point out common poetic devices in them, and how they evoke an emotional reaction with images that pop into the readers’ minds.

But, when I tell people that they have to imagine haiku and senryu poets like visual artists who paint a picture– only with words– they start to gain appreciation for the forms.

I don’t think most people can get hooked on haiku and…

View original post 441 altre parole

Tiffany Diaz – Haiku

potted

potted lavender
our differences
set aside

lavanda in vaso
mettiamo da parte
le nostre differenze

*

Tiffany Diaz

Francesco Palladino – Haiku

coltivare_rose

Non voglio fiori
Lasciatemi in giardino
le mie rose

*

Francesco Palladino

Eufemia Griffo – The haiku in workplace

ff

finally summer vacation…
walking barefoot
above the hills

finalmente le vacanze estive …
camminando a piedi nudi
sopra le colline

*

Eufemia Griffo

https://www.thehaikufoundation.org/…/haiku-in-the-workplace/

Lucia Griffo – Haiku

ga-h

un gatto sdraiato –
in un giorno di luglio 
cerca riparo

Lucia Griffo © ~ scritta il 26.07.2017

Di acqua marina di Lucia Griffo

https://diacquamarina.wordpress.com/

Andy McLellan – Monoku

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(picture from pinterest)

Earth shifts slightly through the leaves a fox

 

una volpe sposta leggermente  la terra attraverso le foglie

*

Andy McLellan 

Lori A Minor – One senryu, published on Issue 19 of Failed Haiku and issue 22 of Prune Juice

lori

(picture from pinterest)

family dinner
adding salt
to my own wounds

cena di famiglia
aggiungendo del sale
alle mie ferite

*

Lori A Minor

Published on Issue 19 of Failed Haiku and issue 22 of Prune Juice

Antonio Mangiameli – Haiku 俳句

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panni al sole

in strada un gattino

 graffia le ombre

*

Antonio Mangiameli

Eufemia Griffo – Haiku in workplace, July 19

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secret love . . .
I watch him on the elevator
with lowered eyes
~
Eufemia Griffo


( in the picture Gwyneth Paltrow in
“Sliding Doors”, -American romantic drama film written and directed by Peter Howitt).

INTERVISTA a Valentina Meloni (nanita)

 

vak

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Sono nata a Roma nel 1976, dal 2007 vivo in Valdichiana, tra Umbria e Toscana. Scrivo poesie e racconti da diversi anni. Ho pubblicato per la poesia: Nei giardini di Suzhou, Le regole del controdolore, Alambic; e Storia di Goccia, fiaba illustrata. Altre poesie, racconti, saggi sono pubblicati in riviste di settore e raccolte antologiche. Sono redattrice editoriale per la rubrica interviste della Rivista di Letteratura Euterpe e per le rubriche InSistenze e InDicazioni (Saggistica e Recensioni) in Diwali-rivista contaminata. Scrivo in altre riviste di letteratura e cultura come L’area di Broca e La Recherche e sui miei blog di eco-poesia, ecologia profonda e haiku: Poesie sull’albero, Quelli che parlano agli alberi, Nei giardini di Suzhou. Da poco tempo ho aperto delle collaborazioni con riviste specializzate sulla natura. Il mio sito e blog principale porta il nome del mio eteronimo: n a n i t a

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Ho iniziato a scrivere non appena ne ho avuto la possibilità. A cinque/ sei anni avevo un piccolo quaderno in cui scrivevo storie illustrate sulla natura. La mia prima poesia (d’amore) a sei anni: un fallimento totale e melenso, per fortuna non la ricordo. Poi ho smesso improvvisamente, a causa di un trauma, e ho ricominciato altrettanto improvvisamente soltanto a 33 anni, e dopo la nascita di mio figlio. Una ri-nascita interiore. La spinta che mi ha motivato è stata la necessità di ritrovare e rimettere in ordine ricordi e vissuti di una memoria frammentata e incompleta. Durante questa lunghissima pausa non ho, però, mai smesso di leggere, anche gli haikai ma, ho trovato il coraggio per cimentarmi, soltanto pochi anni fa: nutrivo un grandissimo timore reverenziale verso questo bellissimo genere di poesia. In realtà, però, un poeta, uno scrittore, prende appunti mentali ogni secondo della sua vita. Tutto è materia di scrittura, anche e soprattutto quando non è impegnato a scrivere e può osservare il mondo.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Scrivo poesia. Il genere, se parliamo di forma, mi serve per arrivare a esprimere meglio un concetto o una visione, un’intuizione a cui il linguaggio si piega. Amo la poesia breve, non a caso la mia prima monografia è di haiku, tuttavia scrivo anche senryu, tanka, haibun, landai, petit onze, filastrocche, ninne nanne, ballate, monologhi in versi  e poesia lineare  in diversi stili, in lingua italiana, inglese e in dialetto romanesco. I temi sono quelli a me cari: ecopoesia, natura, spiritualità, poesia civile e fabula, intesa come racconto del sacro e del mitologico. Non so in quale genere posso dare il meglio di me. Sono sempre in via di trasformazione e il mio linguaggio si adatta a ciò che la poesia desidera narrare. Credo di essere la somma di tutto questo e soffermarmi solo su una parte potrebbe dare una visione parziale di ciò che sono. A molti piace il racconto della natura che porto nei miei versi, forse riesco in quello, anche se io lo considero un meraviglioso fallimento: ciò che più ci sta a cuore, infatti, difficilmente riusciamo a esprimerlo con efficacia.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Tutta la poesia del passato e del presente ci ispira, anzi tutta la letteratura e non solo. Certamente è un’influenza segreta e inaccessibile, anche a noi stessi a volte. Cos’altro è il mito se non la condensazione di speculazioni, sensazioni e vissuti in un simbolo chiarificatore? Una egrégora di pensiero, che avvicina alla kalokagathìa, al misticismo e ad Anima. Ho conosciuto la poesia orale da piccolissima: mia nonna era una poetessa a braccio e io potevo ascoltare oltre alle sue canzoni, filastrocche, stornelli e poesie improvvisate in ottava rima, i capolavori di Dante, Pascoli, Carducci e tantissimi altri poeti che la maggior parte dei bambini conosce, forse, molto più avanti. Questo per quanto riguarda la lingua materna. Più avanti ho conosciuto la poesia scritta con Herman Hesse, una volta i libri erano preziosi e rari, e poi Federico García Lorca, di cui tuttora mi nutro e che non finisce di essere fonte e ispirazione. Di lui amo la passione, ciò che Lorca chiamava duende, lo spirito misterioso della terra che ti porta e ti trascina, un richiamo oscuro che entra nel sangue. Ma potrei fare una lunga lista, ne cito alcuni soltanto: Gary Snyder, Akiko Yosano, Janet Frame, Evtusenko, Olav H. Hauge, Issa,  Emily Dickinson… molti (non tutti) sono nel mio blog Poesie sull’albero.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Il mio stile l’ho definito ecopoesia profonda che è l’unione di due termini semi sconosciuti in Italia. L’ecopoesia si è sviluppata maggiormente nei paesi anglofoni, a partire dall’ultimo decennio del XX secolo, per questo è conosciuta e praticata più all’estero, ma ci sono esponenti anche in Italia. Profonda è l’aggettivo che mi sono fatta prestare dall’ecologia profonda, perché, oltre ai temi ecologici della natura e la sua salvaguardia, vi si aggiungono i temi spirituali legati alla terra, al mito, alle leggende, alla divinazione del Genius Loci, sempre diverso e multiforme. Un sentimento panico diffuso che torna al paganesimo e ai culti femminili più o meno antichi attualizzandoli con i nostri desideri di riunificazione con la natura.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Questa è una domanda difficile. Albero, sicuramente, ma certamente ve ne sono altre. Più che le parole e le frasi, sono le immagini attinte all’inconscio collettivo che ricorrono, quelle, però,  vorrei lasciarle scoprire a chi desidera avvicinarsi alla mia poesia.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Dalle mie opere credo che emerga l’invisibile, le piccole cose. Una delle mie raccolte dell’inizio 2016, non a caso, l’ho intitolata “Millimetri”. Il poeta ha uno sguardo allenato a ciò che ai più passa inosservato, si meraviglia ancora, e questo gli conferisce uno sguardo pulito e incisivo, attraverso cui apre spiragli di visione. Una visione che non necessariamente è piacevole o serena…

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Ho studiato pianoforte per alcuni anni e da bambina danza classica. Ho sempre disegnato, ma solo per piacere personale e da autodidatta, tuttavia alcuni mie libri sono accompagnati da miei disegni o acquerelli. Dipingo quando ne sento la necessità. Ho curato particolarmente il rapporto tra poesia e immagine e poesia e oralità anche attraverso video-poesie e registrazioni. Scrivo saggi, recensioni e articoli, racconti, romanzi, canzoni, poesie musicate, e libri illustrati per bambini… Sono assolutamente convinta, infatti, che la poesia sia in rapporto stretto con tutte le altre forme d’arte. Amo la fotografia, soprattutto la fotografia analogica (sono una nostalgica eh!) e spero di riprendere in mano anche questa mia vecchia passione.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Leggo molta poesia, anche poesia contemporanea. Saggi, filosofia e romanzi, classici e non, per lo più sulla natura e biografie avventurose. In realtà sono curiosa e, un libro, se è un buon libro, spesso si ramifica in mille altre letture in cui, dispersiva come tutti i gemelli, mi perdo felicemente. Mi piace moltissimo la letteratura russa, il mio preferito è Il maestro e Margherita e la letteratura ispano-americana a partire dalla poesia: sono innamorata di Octavio Paz, Antonio Machado, Isabelle Allende, grande scrittrice del sacro femminino contemporaneo, Gabriel García Márquez e lui, il multiforme Alejandro Jodorowsky, principe della psicomagia. L’ultimissimo romanzo letto che mi ha incantata è Hokusai, dita d’inchiostro di Bruno Smolarz che narra l’avventurosa e libera vita del maestro, un uomo affetto da “follia da disegno.”

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog).

Avendo, io stessa, più di un blog ne seguo molti altri, non vorrei fare torto a nessuno ma ultimamente, per la poesia haikai, oltre al tuo, sto seguendo il neo nato Cuccagna di Valeria Simonova, che già conoscete. Leggo con molto interesse, inoltre, già da un po’ di tempo, un poeta mistico,  Wuji Seshat (https://seshatwuji.wordpress.com)  la cui produzione è ispirata soprattutto alla poesia Sufi di Sri Aurobindo Ashram. Il blog è in inglese, è stata una delle più belle scoperte di wordpress degli ultimi anni. Se decidete di seguirlo non vi annoierete: in soli quattro anni ha scritto più di ottocento poesie tutte pubblicate nel suo blog, il suo stile è unico e originale.

 11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Ho pubblicato nel 2015 la mia prima monografia “Nei giardini di Suzhou” per FusibiliaLibri (il libro si riceve scrivendo a  fusibilia@gmail.com), una raccolta di duecento haiku completati da note, che hanno come filo conduttore il sentimento Karumi e la visione semplice della natura. Particolare attenzione la rivestono gli alberi da me incontrati negli anni. A corredo dei componimenti alcune tavole sumi-e di un amico e artista siciliano di grande talento, Santo Previtera. Nel 2016 esce il mio primo libro rivolto a lettori di ogni età: “Le regole del controdolore” (Temperino Rosso, nei maggiori canali distributivi anche in e-book) in cui la protagonista è la fabula e la voce del bambino interiore; la raccolta di poesie, dallo stile semplice ma curato e intensamente proiettato al metafisico, è corredato da alcune mie tavole illustrate a carboncino e matita. A settembre invece uscirà Alambic per l’editore romano (torno a casa!) Progetto Cultura. Mauro Limiti avrebbe dovuto pubblicarmi già nel 2015 ma essendo questa una raccolta antologica contenente quattro miei libri e le mie poesie più vecchie, abbiamo allungato un po’ i tempi. Il libro contiene una raccolta di haiku editi e inediti (Naturalia), una raccolta di Tanka (Piccoli canti pagani), due raccolte di poesia lineare in versi liberi: Il canto del bosco e  Alambic, che dà il titolo all’intera antologia. Il tema è quello a me più caro, quello che definisco, poco sopra, eco-poesia profonda. Anche questo libro conterrà alcuni miei studi di pigna a matita e carboncino.                                                 A fine anno uscirà anche “Eva” raccolta di poesia con le fotografie di Annalisa Marino, sui temi del femminicidio e la violenza di genere, che ha già vinto alcuni premi. Nel frattempo sto lavorando a una collana di libri per l’infanzia, rivolta anche a bambini con disturbi specifici dell’apprendimento attraverso un progetto di alta leggibilità, assieme all’amica pittrice/illustratrice Sara Stradi, tenete d’occhio il mio editore Temperino rosso. I prossimi anni usciranno anche: “Sottopelle, landai versi ribelli”, “Millimetri” (petit onze) e “Corpo sonoro, Ipotetico Sé” (poesia lineare in versi liberi), editore permettendo, perché l’editoria oggi è sempre più un terreno instabile e poco rassicurante.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Parlo agli alberi, forse potrebbe bastare… In realtà oggi non è più considerato qualcosa di eccentrico, se viene inserito nelle pratiche di ecologia profonda e non nella schizofrenia, ma dieci anni fa, quando ho aperto il mio blog, il primo sull’argomento in Italia, me ne hanno dette di tutti i colori. Ho poi scoperto, negli anni, che quasi tutti i poeti e moltissime insospettabili persone parlano agli alberi… ma è un segreto. Sostanzialmente ho infranto un antico tabù con tutte le conseguenze del caso. Le altre mie manie le tengo ben nascoste.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Forse non è neppure la mia migliore ma è l’ultima che ho scritto. Per i poeti l’ultima poesia è sempre la migliore…

 

...When you’ll take them into your hands

remember to read the little poems

written between ribs.There I am.

 

…Così, quando le prenderai nelle tue mani

ricorda di leggere le piccole poesie

scritte tra quelle nervature. Io sono lì.

 

(Sono i versi di chiusa tratti da “A flower is never the same”, Un fiore non è mai lo stesso, poesia contenuta nella raccolta Alambic, in uscita a settembre; è un’anteprima per Memorie: si potrà leggere presto sul mio blog nanita e in alcuni siti di poesia in lingua inglese.)

 

Grazie per la tua generosa ospitalità Eufemia, un saluto a tutti i lettori di Memorie di una Geisha.

 Castiglione del Lago, 21/07/2017

Le domande rivolte agli haijin sono state tratte dal blog Poeti d’ombra, col consenso dell’autore Francesco Vitellini, quale form generico per gli Artisti di Memorie di una Geisha, avendolo trovato assai stimolante e originale.

Angiola Inglese – Haibun

ol

 

Oggi sono andata a trovare una coppia di amici che vivono sulle alture di Deiva Marina, con una vista mozzafiato sulla costa ligure. Il terreno che circonda la loro piccola casa è piuttosto selvaggio e sconfina nel bosco : le piante sono quelle tipiche della macchia mediterranea, qua e là cespugli di agapanto, rose selvatiche , alcuni alberi da frutta. Da sempre c’è un oleandro biancastro, che ho sempre guardato di sfuggita: ma oggi, in tutta quella boscaglia di acacie e mirto che hanno creato archi di ombra, mi è parso luminosissimo

ombra incolta-

così bianchi i fiori bianchi

dell’oleandro

*

Testo e immagine di Angiola Inglese © 

Eufemia Griffo – Otata, May 1

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dandelions…
I see spring every year
time to go

denti di leone…
ogni anno io vedo la primavera
tempo di andare

*

Eufemia Griffo – Otata, May 1

Francesco Palladino – Haiku

1890 Campo di grano con corvi

Esegesi di un’opera – Vincent Van Gogh, Campo di grano con volo di corvi (1890)

Campo bruciato
Vende spighe arrostite
l’uomo di paglia

*

Francesco Palladino

Maria Pina Belfiore – Due haiku

 

labbra

lo sguardo perso 
quanto amore negli occhi –
la notte scura

labbra turgide
la rosa vellutata – 
ti aspetto ancora 
*

maria pina 
21.7.17

Eufemia Griffo – Failed Haiku (July, 1)

anniversary

(picture from google images)

death anniversary
no one remembers
his name

*

Eufemia Griffo, Failed Haiku (July, 1)

Haiku -Anna Maria Domburg-Sancristoforo

 

 

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tra le nuvole –
a congiungersi al cielo
volo d’airone

between clouds –
connecting with the sky
flight of a heron

A.M.

Foto Pinterest

Lucia Cardillo – Failed haiku, July 1

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separation –
he still buys the fruit
that she likes

🌻

Lucia Cardillo

(separazione / compra ancora la frutta /che piace a lei)

Lori A Minor

seeds

(image from pinterest)

planting seeds…
from little dreamers
to radical women
 
piantando  semi…
da piccoli sognatori
a donne radicali

*

Lori A Minor

Le lumachine, numero 5 – Foglio degli amici dello haiku di Stefano D’Andrea

 

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“Le lumachine, numero 5, foglio degli amici dell’haiku”,  periodico diretto  da Stefano D’Andrea,  è disponibile cliccando a questo link:

 

https://docs.wixstatic.com/ugd/0ba2eb_b2b14f99afa24e59b1f3dda8b1ac70d0.pdf

Francesco Palladino – Haiku

lucciole

(immagine da google)

Vaga lucciola
Neanche un sentiero
per ritornare

*

Francesco Palladino

Eufemia Griffo – Under the Basho, July 16th

old

 

 old house…
the ivy’s tangled leaves
whisper its secrets

 

vecchia casa…
le foglie d’edera aggrovigliate
sussurrano i suoi segreti

*

Eufemia Griffo

Under the Basho, July 16th4

(Issue edited from editors: Kala Ramesh Hansha Teki and Don Baird.

Lucia Cardillo – Haiku from Otata, July 1

luciaaaa

green bud –
silent pleasure
of the wait
🦋

Verde germoglio/ Piacere silenzioso/ dell’attesa

*

Lucia Cardillo

Valentina Meloni – Haiga

nan

Andy McLellan – Haiku

andy

Chianti bottle
She shares the sunset
With his memory

Bottiglia del Chianti
lei condivide il tramonto
col suo ricordo

*

Andy McLellan

Menzione di merito-Concorso: Haiku di Lucia Griffo

fi-h

fischio alla luna –
la mia ultima canzone 
con il bicchiere 

respiro lento – 
bevo l’ultimo sake
la luna piena

brilla il vigneto
all’ombra della luna
nascono i sogni

Lucia Griffo © ~ Giugno 2017

Menzione di merito per concorso a tema: La luna e il vigneto

Di acqua marina di Lucia Griffo

https://diacquamarina.wordpress.com/

Haiku – Lucia Griffo

ga-h

un grande gatto 
con il mare lontano 
saluta le onde

Lucia Griffo © ~ scritta sull’Isola di Kos/Greece il 06.07.2017 

Di acqua marina di Lucia Griffo

https://diacquamarina.wordpress.com/

Giusy Cantone – Haiku

gi

Guanciale d’erba
si posa così morbida
la malinconia

*

Giusy Cantone

Senryu Kiyari Club, un articolo di Valeria Simonova-Cecon

Senryu Kiyari Club un articolo di Valeria Simonova-Cecon che ringrazio tantissimo per avermi concesso la condivisione su Memorie.

Cuccagna

Da qualche anno sono in un rapporto epistolare con Junko Oda, una signora giapponese, membro del senryu club “Kiyari”. La sede del club si trova a Tokyo (infatti è il senryu club più grande della capitale giapponese), ma alcuni membri abitano anche in altre città del paese. Oda-san, per esempio, è di Fukushima. Regolarmente mi manda una scelta di migliori componimenti della loro rivista mensile “Kiyari Senryu”. Oggi ve ne presento alcuni.
I senryu scritti nei vari club tradizionali sono un po’ diversi da quelli che vengono pubblicati nelle colonne di senryu dei giornali (come, per esempio, i Banno Senryu, che regolarmente traduco e posto sulle pagine Facebook “Banno Senryu for Gaijin” e “Takeshi’s Banno Senryu”. Hanno toni più pacati, spesso assomigliano ad una specie di aforismi o saggezze, a volte sono molto poetici, indistinguibili dagli haiku. Ma il loro materiale principale è la vita umana, tutto ciò che ci…

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Lori A Minor – Senryū 川柳

lori A

yesterday’s makeup
uncovering
my imperfections

makeup di ieri
svelando
le mie imperfezioni

*

Lori A Minor