Tanka – Scacciando Inquietudini

Rendimi i sogni
greve e forte pulsare
preda di lupi

La luna in cui mi svegli
è celata di nubi

~ © Arashisei ~

Su ispirazione di “Tanka della tristezza” di Jalesh: https://eueufemia.wordpress.com/2012/02/25/tanka-della-tristezza/#comments

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Questa voce è stata pubblicata da Arashisei.

6 thoughts on “Tanka – Scacciando Inquietudini

  1. Ancora prima di leggere il tuo “su ispirazione di Tanka della tristezza” ero certa che i tuoi versi fossero collegati alle parole di Jane…. Splendida preghiera alla nera notte celata di nubi perché l’scurità si diradi.
    Molto piaciuto, Andrea!
    flavia

    • In realtà son io che ringrazio te per l’ispirazione, era un sentire e un pensiero presente da tempo che non riuscivo però ad articolare, e che si è risolto leggendo i tuoi versi, soprattutto quegli ultimi due che hai più apprezzato, cosa di cui son molto felice :). Spesso la poesia vive di poesia…

  2. E’ un omaggio meraviglioso e come scrivevo in un post piu’ indietro, la poesia ha davvero il potere di tessere legami che oltrepassano e spezzano le barriere spazio temporali.
    In questo tanka le sensazioni sono avvolgenti, i sogni vengono evocati e a gran voce, si leva l’urlo di colui/colei che vogliono che gli/le siano restituiti, benché essi siano stati sottratti voracemente e ammantati di buio, di una luna nemica che come una nebbia, copre il cuore , lo spirito, inondandoli di una eterna notte.

    Nella tristezza
    i colori del cielo
    Svegliano i sogni

    (credo che sia di Buson, ma non ne sono sicura), ma dona speranza, luce, dissolve nebbie e notti senza sogni e colori.

  3. Vi ringrazio. E trovo curioso, e particolarmente appropriato l’haiku che hai riportato Eufemia. I versi di Buson (se sono suoi), anche se contengono la parola tristezza, sono pieni del sentimento di Wabi, di risveglio del meraviglioso, che dalla tristezza salva. E’ lo stesso pensiero che, assieme al suo opposto, ha accompagnato la genesi di quegli ultimi due versi di cui parlavamo più su. Può sembrare un po’ un trucco, ma è una maschera che in questo caso voglio lasciar cadere…certo il cielo descritto non è il massimo nel riscuotersi da un incubo (avvenga esso in sogno o ad occhi aperti), ma se la luna non fosse stata adombrata dalle nubi non sarebbe valsa la pena passare attraverso di esso per godere dello spettacolo lì ad attenderci una volta desti? In quel caso io sarei disposto a perdonare il brusco risveglio. Un piccolo gioco, con un po’ di spirito zen, che molto si sposa con l’haiku di Buson ;).

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