Da Le Nuvole di Tokio, scelti due post

Foto: Nel silenzio del tempioun gong come rombo di tuonomente libera, farfalle -sulla collina il corvo neropreannuncia duri inverni e pianto.~ Keiryu n.27 di Massimo Baldi.

Nel silenzio del tempio
un gong come rombo di tuono
mente libera, farfalle –
sulla collina il corvo nero
preannuncia duri inverni e pianto.
~ Keiryu n.27 di Massimo Baldi.

Foto: Un’ombra tu seicon maschera sul visoaffascinante donna~ Katauta di  Rosemary3

Un’ombra tu sei
con maschera sul viso
affascinante donna
~ Katauta di Rosemary3

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Questa voce è stata pubblicata da Eufemia Griffo.

4 thoughts on “Da Le Nuvole di Tokio, scelti due post

  1. Bellissimo questo keiryu, che ben merita l’evidenza portata dalla scelta per Le Nuvole di Tokio. Un keiryu che ripercorre nella struttura l’evoluzione di consapevolezza tipica della fiolosofia zen.
    Di grande leggerezza le associazioni di pensiero tra la concretezza della scena contemplata e l’interiorizzazione dell’esperienza del tempio suggerite nello izumi. In questa parte del keiryu si ha l’identificazione con l’ambiente circostante, a livelli sempre maggiori, fino ad arrivare all’astrazione. Il colpo di gong ha effetto tanto sull’ambiente quanto sull’haijin, liberando dalla fissità (donando quindi nuova vita) sia le fafalle (che si involano) sia la mente dell’uomo fermo al centro della scena (così lo immagino). Come il dipanarsi di una storia questo momento porta a una nuova consapevolezza, che si esplica nel nazo no kaze. Questo opera nell’immaginaria trama il passo successivo, la spersonalizzazione. L’haijin non è più il centro dell’universo, ma diviene osservatore, che scorge quel che gli scorre attorno senza più identificarvisi, non preda della distrazione ma anzi di quello stato mentale che gli permette di cogliere le cose, e poi lasciarle andare. Lo stato di meditazione è raggiunto. Non c’è rammarico nè sofferenza, ora, nel pensiero che corre all’inverno, che parte del ciclo delle cose porterà tempo rigido, come è naturale, e dolori, come ogni tempo. Ad altri latori pittusto che al nero corvo il compito di annunciarne le gioie.

  2. Il katauta mi ha affascinato soprattutto nell’incipit, diretto quanto enigmatico, solo in un secondo momento esso viene stemperato, e acquista senso tramite il ribaltamento dei sue momenti successivi. L’idea che la lettura mi lascia è quella di un disvelarsi per fasi successive. L’ombra citata sembra voler essere quella di sè stessi, questa la sensazione, l’ombra della persona di un tempo, o di quella reale, della quale indossa l’antica maschera, immutata nel tempo, o rispondente a canoni che il tempo non tocca, slegati dunque dalla realtà. In quest’ottica io leggo quell’ultimo verso riferito non alla maschera, pur perfetta, quanto all’ombra, che per quante possano essere le traversie rimarrà sempre assai più affascinante, viva e vital…e bella, come tutte le cose che hanno una storia.

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