Karumi, ovvero quel senso di leggerezza dell’essere

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– immagine di Junko Nomura –

Nell’estetica del grande poeta giapponese Matsuo Basho, famoso per aver dato origine alla tradizione dell’hokku (oggi noto come haiku), è centrale l’idea di karumi, leggerezza. Quella modalità espressiva, cioè, che coglie i momenti poetici nel tessuto della quotidianità, attraverso parole ed immagini sobrie ed essenziali, prive di enfasi o di retorica, leggére appunto.
Leggerezza, però, non vuol dire superficialità, ma capacità di cogliere la bellezza e l’eterno nelle cose più semplici, più ovvie, più banali. Il poeta riesce così a distrarre la nostra attenzione dalla vera banalità – il considerarci l’ombelico dell’universo – e a farci attrarre dall’essenziale: il mostrarsi delle cose nella loro sorgiva immediatezza, spoglie di tutte le sovrastrutture di significati che noi vi abbiamo introdotto o affollato intorno. E’ un’altra modalità della conoscenza, piuttosto rara e difficile perché richiede grande energia, concentrazione, autoeducazione, disciplina, tensione; più un togliere che un mettere; oltre che un lungo viaggio – come quello di Basho – attraverso la vita, i luoghi, la natura (“Ammalatomi in viaggio / il mio sogno corre ancora / qua e là nei campi spogli“, come recita lo splendido haiku che Basho detta a un suo allievo poco prima di morire).
A noi, però, viene data con un minimo di sforzo l’opportunità di fruire di quelle visioni essenziali, mettendoci all’ascolto.
Chi, come me, sovrainterpreta, complica e talvolta fa conflagrare sensi e significati, viene invitato a desistere, a ritrarsi, a fare silenzio. E, per una volta, ad ascoltare.
Solo questo ci chiede il poeta.
In cambio riceviamo doni incommensurabili…

***

Nello stagno antico
si tuffa una rana:
eco dell’acqua.

Nuvole di fiori:
il suono della campana arriva
da Ueno o da Asakusa?

Affaticato,
mentre cerco albergo,
mi scopro sotto i fiori di glicine.

O primavera che se ne va!
gli uccelli cantano,
negli occhi dei pesci lacrime.

Pioggia di primavera:
gocciola dal vespaio
l’acqua della gronda.

Profumo di fiori di pruno:
sorge improvviso il sole
sul sentiero di montagna.

(da M. Basho, Poesie: haiku e scritti poetici, La Vita Felice 2008)

Articolo tratto dal blog “La Botte di Diogene – blog filosofico”

http://mariodomina.wordpress.com/2009/03/21/karumi/

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Questa voce è stata pubblicata da Eufemia Griffo.

6 thoughts on “Karumi, ovvero quel senso di leggerezza dell’essere

  1. Anch’io ribloggo sul mio! Grazie per questo importante contributo, che tra l’altro non conoscevo….io sono autodidatta quanto voi per l’haiku, anche se non ci crederete 😉

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