L’ultimo Samurai – 4 băishù di Eufemia e Massimo

 

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Germoglia il crepuscolo
dalle  corolle insanguinate;
prega il vecchio guerriero
cercando l’incompiuto verso.

I petali dei fiori
portano presagio di morte
i germogli strappati
non li conto più in questo luogo!

Spira un vento ribelle
sul confine delle montagne;
l’inchiostro è terra nera
sepolti i semi dell’amore.

Un tempo ormai lontano
onore e lealtà del Giappone
spada e cuore intrepidi:
e si chiamavano Samurai

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Eufemia Griffo e Massimo Baldi

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Questa voce è stata pubblicata da Eufemia Griffo.

4 thoughts on “L’ultimo Samurai – 4 băishù di Eufemia e Massimo

  1. e’ sempre un onore ed una gioia unire le penne con una amica tanto brava e tanto cara come Te Eufemia. Ne è nato un baishu che è un incanto, l’incanto di un sogno, quello del samurai, che svanisce nel ricordo dei fiori del Giappone che mai, mai avranno fine. Perchè la lealtà, il coraggio, la dedizione e la devozione all’Imperatore non si perdono nel tempo anzi, oltre a sopravviverne, lo scavalcano e dominano il tempo stesso. Grazie per questa stupenda opera a quattro mani!

  2. In Hagakure ( il codice dei samurai) Yamamoto diceva che Bushido significa “determinazione nella volontà di morire” e questo implica che tutti i samurai devono vivere in modo ammirevole e con onore in modo da non avere rimorsi al momento della loro morte.
    Vivere con onore, è la parte più nobile dello spirito del samurai ed è ciò che personalmente mi ha sempre affascinata in questa figura del Giappone antico. I giovani dovrebbero prendere esempio dalle sue gesta e d’altra parte il popolo nipponico, fedele alle sue tradizioni, non dimentica la sua storia. In questo essi sono unici.
    Il film in questione The last samurai, ben riassume l’etica di questo nobile guerriero; Katsumoto ricerca il fiore perfetto attrraverso la poesia e alla fine della sua vita, prima che i fiori di sakura sfioriscano, egli trova l’incompiuto verso. I quattro baishu vogliono essere un raccontare questaa storia di vita e morte, attraverso la figura dell’ultimo samurai.
    Ringrazio Massimo, amico e scrittore carissimo, per avere composto questa poesia, a tratti complessa e difficile, perché per non essere “scontata”, essa racchiude molti stati d’animo che stanno alla base della poesia giapponese; su tutti l’aware (rimpianto),lo shiori (il sentimento delle cose ombrose, dell’arrivo della morte, amica e nemica allo stesso tempo), della delicatezza che si traduce in Hosomi e in sabishisa, lo stato d’animo della tristezza e la malinconia. Come studiosa della poesia giapponese, non mi sono mai fermata all’apparenza, ma ho sempre cercato di guardare oltre il fenomeno manifesto. Questa poesia contemplativa, là dove le due penne si fondono e confondono, appare l’epilogo di questo genere di ricerca.
    Un abbraccio a Massimo per l’onore e la gioia profusi in quest’ennesima opera dedicata al Giappone e alle sue eterne figure.
    Eufemia

  3. Beh che dire siete davvero unici … sono felice di avervi conosciuti perchè sto davvero ampliando le mie conoscenze e sto crescendo con voi … nei vostri baishu si contrastano i vari sentimenti del samurai devoto, fino alla morte, al suo imperatore … ♥

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