haiku n. 166, 167 e 168 di Massimo Baldi

Haiku della sera n. 168

rombo di un aereo
e un sole declinante –
muto l’animo

Haiku del mattino n. 167
nebbia in collina –
sul davanzale un merlo
becchetta e canta

Haiku n.166
luna di giada –
colpo di vento e un ramo
quasi ti sfiora

by MASSIMO

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Questa voce è stata pubblicata da Max.

4 thoughts on “haiku n. 166, 167 e 168 di Massimo Baldi

  1. Nel primo haiku la tecnologia disturba la quiete della natura, nel secondo un evento atmosferico, quale la nebbia porta il merlo sul davanzale a cantare, nel terzo che ritengo meraviglioso tutto avviene nella norma di un cambiamento atmosferico autunnale. Bellissimi stupendi haiku

  2. Tutti e tre bellissimi, anche se il primo è sicuramente il mio preferito, poiché si gioca sulla dicotomia tra il rumore dell’areo e l’assenza di suono che pervade l’animo umano; quindi tutto si gioca in un equilibrio di opposti.
    Nel secondo haiku ritorna la figura del merlo che come ti ho già scitto, è un po’ il simbolo, secondo me, delle stagioni fredde; I suoi colori ci ricordano un po’ quelli delle ore buie e della notte. Anche qua ritorna l’elemento musicale nell’ultimo ku.
    Ed infine, la luna, altro kigo che so esserti molto caro, che osserva il vento impetuoso dell’autunno che quasi sfiora il volto, ma non è uno sfiorare violento, ma quasi una carezza.
    Un abbraccio, complimenti Massimo
    Eufemia

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