Origini del Senryū 川柳, parte 1 – Di Valeria Simonova – Cecon

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Origini del senryu
Parte 1
Il genere che ora conosciamo sotto il nome “senryu” naque circa 70 anni dopo la morte di Matsuo Basho. Quindi su per giù diciamo un secolo dopo l’epoca di Basho. Per capire meglio come, perché è nato e in quali rapporti era con lo hokku, ora chiamato haiku, bisognerebbe conoscere meglio la situazione generale del mondo poetico. Facciamo solo alcuni cenni, per non diventare troppo pesanti.🙂
I generi più nobili ed eleganti erano ancora considerati il kanshi (poesie scritte in lingua cinese classica, studiata tantissimo da Basho, ma anche da Buson che scriveva ogni tanto anche i kanshi) e il waka (nella sua forma di tanka). Anche la renga classica, che aveva da secoli assorbito la stilistica e il linguaggio chiuso del waka.
Ma la maggior parte delle persone ormai scriveva haikai. Haikai era uno stile, un modo di scrivere, e il suo genere numero uno era la cosiddetta renga in stile haikai. Parliamo di un secolo dopo Basho, quindi anche lo haikai aveva già assunto una sua dignità innegabile e attraeva sempre più persone. Principalmente perché era molto più accessibile e facile di altri generi.🙂 La scuola Shomon, creata da Basho, dopo la sua morte si è divisa in due correnti principali: corrente rustica (l’esponente più famoso – Kagami Shiko) e corrente cittadina (Takarai Kikaku). Anche le altre scuole (come Danrin e Teimon) esistevano ancora, ma forse la più numerosa di tutti era la corrente rurale di Shomon. In questo periodo, nonostante una grandissima popolarità dello haikai, la sua qualità sembra molto compromessa da due fattori (almeno così ci dicono gli studiosi e il contemporaneo Yosa Buson 😛 ). La scuola rurale abbassò i criteri accettando spesso i versi molto piani, neutri, insomma poco intensi ed interessanti (forse anche per questo era la più numerosa, non serviva essere un genio per scrivere i versi di questo tipo). La corrente cittadina, come risulta dal suo nome, parlava molto della vita umana nelle città (chissà se la storia avesse fatto un’altra svolta, sarebbe stato questo l’inizio del senryu? Comunque sia, nella prospettiva storica ha vinto la corrente rurale). Il grande problema di questa scuola era il fatto che molti maestri di haikai cittadini dovevano vivere di quel mestiere, così organizzavano una specie di concorsi. A PAGAMENTO. Davano dei punti (più o meno) ai versi, e inevitabilmente se volevi guadagnare di più e attirare più gente, dovevi lodare quelli che pagavano invece di quelli che avevano più talento. Dall’altra parte, la gente che scriveva i versi ormai pensava più a come ottenere più punti da questo o da quel maestro piuttosto che a come crescere e migliorare. Yosa Buson si rammaricava tantissimo di questa situazione e in fin dei conti diventò il leader di una specie di “haikai elite”, raccogliendo intorno a sé e alla sua scuola Yahantei (non l’ha fondata, l’ha “ereditata” dal padre di uno dei suoi allievi, rappresentante della corrente rustica, tra l’altro) i migliori poeti dell’epoca. Il loro motto era: Ritorniamo al Basho!
In tutte le scuole la gente scriveva le renga, ovviamente. Ma sempre di più i poeti si concentravano separatamente sugli hokku, i primi versi. Ogni scuola/gruppo (ogni corrente ne aveva tanti) regolarmente pubblicava delle antologie dei migliori lavori dei membri per farsi vedere e farsi capire dagli altri. In queste antologie erano presenti sia gli hokku separati, sia le renga intere, ma a volte anche dei frammenti di alcune renga, quelli particolarmente riusciti.
L’arte di LEGARE era molto popolare. Chi non voleva impegnarsi troppo scrivendo le renga intere, studiando le varie regole, si divertiva partecipando ai vari giochi poetici, legati comunque all’ottica della renga. Si chiamavano zappai (versi miscellanei) e avevano una moltitudine di varianti. Anche questo, comunque, rientrava nel grande mondo dello haikai.
Una di queste varianti, particolarmente popolare, si chiamava maekuzuke in cui si trattava di legare solo due versi, considerati come dei versi INTERNI, non si partiva con lo hokku 🙂 Il maekuzuke fu la culla di quel genere che ora chiamiamo senryu. Ma ne parleremo la prossima volta.

Articolo di Valeria Simonova Cecon, pubblicato sulla pagina facebook “Cuccagna”

 

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Questa voce è stata pubblicata da Eufemia Griffo.

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