L’intervista a Gaia Rossella Sain, autrice di Memorie di una geisha

gaia

 

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.
Gaia Rossella Sain, classe ’87, da anni lavoro nella ristorazione in Friuli Venezia Giulia. Oltre alla poesia in ogni sua forma, sono appassionata di fotografia, musica, storia e filosofia.
La mia pagina web è http://www.gaiarossellasain.com, dove pubblico versi e aggiornamenti sugli eventi ai quali partecipo.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Ho sempre scritto molto, fin da bambina: ricordo la mia prima poesia, con dedica alla Luna, risalente alle elementari. Inizialmente amavo raccontare storie: l’adolescenza è stato il periodo della prosa, soprattutto fantasy e narrativa storica. Al termine di una parentesi personale un po’ buia, nel 2013 ho ripreso con la scrittura e le mie parole hanno trovato la strada definitiva nella poesia. È stato principalmente un modo per far uscire aspetti del mio intimo che riuscivano a prendere forma solo attraverso l’elaborazione artistica.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
Normalmente scrivo poesia a metro libero. Da qualche anno ho scoperto lo haiku e gli altri generi di poesia orientale, ai quali mi sono appassionata e che mi hanno aiutata moltissimo a definire il mio stile espressivo.
Non credo ci sia un “meglio” o un “peggio”: semplicemente, ci sono attimi ed epifanie artistiche che trovano la loro forma nella poesia, mentre altre immagini si sviluppano in haiku – spesso la stessa esperienza fa nascere entrambe le cose, ed è interessante come ogni stile crei mosaici diversi di parole e colori.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira.
Lo studio dei classici della letteratura è sempre stato uno dei miei momenti scolastici preferiti. Ho molto amato il romanticismo inglese, i crepuscolari e la poesia italiana del primo novecento.
Ho un particolare legame affettivo con Emily Dickinson: il suo “Silenzi” mi fu regalato moltissimi anni fa da un amico, un poeta, come augurio per proseguire lungo le strade della poesia. Ad oggi le percorro ancora, e conservo quel regalo con cura.
Oggi leggo moltissima poesia contemporanea: mi aiuta a trovare nuove parole, nuove costruzioni, nuovi punti di vista.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.
Autodefinirsi in ambito artistico è difficile, userò perciò un aggettivo usato da chi mi ha molto letto: “limpido”. Scrive infatti della mia poetica l’amico, poeta e filologo Gabriele Marchetti: “la limpidezza pare la cifra stilistica principale della Sain: lo sfrondamento del testo, a livello linguistico e iconico, da tutto il superfluo che potrebbe comprometterne la riuscita. È presente in queste poesie proprio l’essenziale, l’ineliminabile senso ultimo” (estratto dalla prefazione alla raccolta “Di Nuvole e Lontananza”, 2016 Culturaglobale).
Per questa limpidezza devo sicuramente ringraziare l’incontro con gli haiku, che hanno contribuito a ripulire i miei versi aiutandomi a selezionare solo ciò che davvero conta.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Nei miei testi c’è molto bianco, molto cielo e acqua in ogni sua forma: il mare, la pioggia, e soprattutto i fiumi che ho vissuto (l’Isonzo e il Natisone). Ricorrente è l’immagine del pianoforte, legato ad uno ieri che ricordo con affetto, e i paesaggi della vigna che oggi mi cullano ogni giorno. Nuvole, luna e sfumature dell’azzurro – mani di terra, sapori e profumi della gastronomia e dei campi.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?
Non mi ritengo autrice di poesia civile o di componimenti impegnati nel sociale – è sicuramente vero però che l’occhio del creativo, forse dotato di filtri con prospettive differenti, può far luce su aspetti diversi del vivere e dell’emotività. I miei testi sono intimi, legati ai luoghi e alla natura che sublima l’accadere di ogni giorno – è questo che probabilmente emerge nel leggere i miei versi: l’amore per una terra, le disarmonie umane in spalla agli equilibri della natura, la forza catartica della musica e la lieve malinconia del ricordo.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Sono appassionata di fotografia, ma più come spettatrice che come effettiva fotografa, ed amo molto cantare.

9) Quale tipo di letture preferisci?
Oggi leggo molta poesia (sia testi classici sia pubblicazioni contemporanee) e, se i tempi della quotidianità lo permettono, saggistica.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare?
Sarò onesta: tendo a seguire poco l’universo delle pubblicazioni online. Nonostante questo, nel mio percorso da blogger ho incontrato voci bellissime – ne raccomando una su tutti: Cristina Finotto, poetessa e fotografa dalle terre del lungo Po.
Il suo blog: https://barchedicarta.wordpress.com/

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione. 
La mia silloge d’esordio ha visto la luce da pochissimo: “Di Nuvole e Lontananza”, edizioni Culturaglobale (Cormons, GO, ottobre 2016). Si compone di venti liriche scritte fra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 ed è un omaggio a un ben preciso periodo della mia vita – oggi che i ricordi di quei giorni non fanno più male, le parole scritte e masticate allora sono pronte per essere portate altrove.
Copertina di Maurizio Armellin, prefazione di Gabriele Marchetti.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
Spesso mi fermo nel mezzo del “fare”, perdendomi a fissare dettagli e angoli di ogni cosa: nuvole e cielo, sfumature di vino nel bicchiere, ombreggiature alle pareti…
Conto qualsiasi cosa: scalini e passi, bicchieri e posate nella mise-en-place, rintocchi delle lancette, capi da stirare, cibi da tagliare…
Sono vegetariana ma non mi piacciono le verdure, amo i gatti ma ne sono allergica, adoro il mare ma non so nuotare.
I conoscenti mi definiscono strana, per molti motivi, ma attribuiscono questa caratteristica al mio essere rossa naturale – pochi si curano del tempo dedicato alla poesia.

Sain Gaia Rossella nasce a Palmanova, città fortezza in un Friuli di mille tesori, il 29 gennaio 1987.
Cresce fra studi classici e linguistici: l’amore per le materie umanistiche e il percorso liceale europeo; la scelta vegetariana, l’hobby della fotografia, la passione per il Giappone e l’Irlanda.
Da anni impegnata nella ristorazione, oggi lavora al resort La Subida di Cormons.
I suoi primi testi poetici vengono inseriti nel 2014 nell’antologia Cervo Bianco curata da Fabrizio Corselli, alla quale fanno seguito segnalazioni e premi a concorsi nazionali, letture e reading di poesia.
Oltre alla poesia si dedica allo haikai, la scrittura di haiku: viene selezionata fra gli autori della collana Hanami (Edizioni della Sera) per i volumi Primavera (2015) e Estate (2016).
Fra gli altri progetti, nel 2015 combina l’arte degli haiku a quella della fotografia in una mostra itinerante dal titolo Istanti.

 

Le domande rivolte agli haijin sono state tratte dal blog Poeti d’ombra, col consenso dell’autore Francesco Vitellini, quale form generico per gli Artisti di Memorie di una Geisha, avendolo trovato assai stimolante e originale.

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Questa voce è stata pubblicata da Eufemia Griffo.

13 thoughts on “L’intervista a Gaia Rossella Sain, autrice di Memorie di una geisha

  1. E’ un grande onore per me averti potuto intervistare cara Gaia; ogni tua risposta fa luce sulla persona che sei, artista, donna, semplice, limpida…
    Ho sempre amato le tue poesie che spesso hanno ispirato le mie e sono felice di ritrovarti anche come haijin, arte in cui eccelli.
    Ad maiora cara Gaia ❤
    .

  2. L’ha ribloggato su Gaia R. Saine ha commentato:

    La mia intervista per il multiblog “Memorie di una Geisha”, community dedicata agli haiku e alla poesia orientale. Grazie all’admin Eufemia Griffo per avermi invitato a partecipare, e grazie a tutti per la lettura!

  3. Bellissima intervista. Non ti conoscevo Gaia e ora mi sembra di sentir parlare una vecchia amica. Complimenti per la silloge, per la sensibilità e la dolcezza con cui ti sei raccontata.
    A presto!

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