L’intervista a Margherita Petriccione

marghe

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Sono nata, e da un bel po,’ a Scauri nel basso Lazio, un paese di mare di grande bellezza naturale, in cui vivo tuttora e che è una delle mie fonti d’ispirazione Dopo gli studi classici ho optato per una facoltà scientifica senza mai abbandonare l’amore par la lettura e per la poesia. Mi ritengo una donne che ha raggiunto sulla sua pelle e con l’aiuto dello zen, purtroppo avvicinato un po’ tardi, la serenità ed una visione meno superficiale di ciò che compone il suo vissuto. Per ora preferisco non pubblicare al di fuori di alcuni gruppi da me scelti.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Ho iniziato a scrivere dai tempi delle elementari, nei quadernini neri con i bordini rossi. Piccole favolette da bambini ed il diario immaginario della monella che non ero. Non mi ha spinto nulla in particolare …era un fatto spontaneo, come vivere e giocare e godere di quello che mi circondava. Ai tempi del Liceo mi sono rivolta alla poesia…Stavo conoscendo i grandi!!

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Oh! Con alterne vicende ho sfiorato tutti i generi e ho assorbito tutte le suggestioni… alla fine ho preferito l’haiku che ho sentito subito come quello a me più congeniale, con la sua essenziale, raccolta e profonda intensità.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

 Come per i generi di poesia anche per i poeti ho tratto ispirazione dagli autori che incontravo nel mio percorso scolastico e formativo…da Saffo in poi fino ad approdare ovviamente a Leopardi ed agli ermetici che ho amato molto… ora so perché. Ora che mi concentro soprattutto sugli haiku amo leggere i tre grandi del passato :Basho, Buson ed Issa, e tra essi il mio preferito resta Basho di cui cerco di seguire la poetica e con il quale mi scuso per averlo tirato in ballo affiancandolo a me .

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Asciutto. Sono partita da romantici endecasillabi per approdare all’essenziale, alla scarna presentazione di ciò che vedo e che mi ha fatto sussultare dicendomi : ma guarda! Ciò a cui aspiro è vedere realmente e con consapevolezza quello che mi circonda e vivere ogni momento in totale immersione con esso.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Frasi non saprei… ma una parola ricorrente forse si, ed è” respiro”! Forse perché raccogliere sensazioni di me immersa nella realtà ed esprimerle con la massima semplicità è come respirare a pieni polmoni.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Un grande amore per ogni manifestazione della natura, una grande compassione “intesa in senso zen” per qualsiasi creatura vivente ed anche non… forse…

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Bè mi esprimo in quello che è stato il primo ed il più grande amore e che per motivi contingenti ho dovuto tradire :la pittura. Avrei voluto poterla praticare al livello che meritava, ora vado avanti tra gioie e rimorsi come dilettante.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Oh! Come disse qualcuno una volta, mi attacco anche all’elenco del telefono… ma gli autori italiani restano i miei preferiti ed anche alcuni autori giapponesi .”Il suono della montagna” di Kawabata l’ ho letto in momenti diversi della mia vita e sempre mi è apparso nuovo ed attuale ( soprattutto l’ultima .

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)

Sui blog e social sto conoscendo ed ammirando alcuni splendidi scrittori di haiku, li leggo volentieri e da tutti traggo suggerimenti , alcuni li annovero tra i miei più cari amici.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore)

Le mie raccolte, se così vogliamo chiamarle, giacciono ben chiuse a chiave nei miei cassetti… le rileggo con geloso ed indulgente amore, ma non credo che vedranno mai la luce del sole.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Mah! Non credo, forse la mia unica eccentricità è stata ed è quella di aver sempre voluto restare una fra tanti.

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.

Per chi scrive ogni verso è caro ed importante, ma ci sono alcuni versi che per me segnano un passaggio significativo, è stata la prima volta che mi è riuscito di esprimere appieno in un haiku un mio momento di assoluta unità con la natura…. più che un’opera d’arte sono uno scalino del mio processo di formazione.

col mio respiro-
rinate nella pioggia
anche le dalie

 

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Questa voce è stata pubblicata da Eufemia Griffo.

3 thoughts on “L’intervista a Margherita Petriccione

  1. E dopo Antonio Mangiameli Maria Laura Mamiya Valente Santino Cicala e Giusy Cantone, è la volta della bravissima Margherita Petriccione che ringrazio tantissimo per questa bella intervista a tutto tondo. Una donna e artista che si racconta e ci racconta Margherita artista e donna. Mi è piaciuta tantissimo e ti ringrazio molto. La prossima intervista sarà quella di Andrea Cecon, il marito di Valeria Simonova-Cecon e quindi sarà il turno di Angiola Inglese. Mi scuso per il ritardo, ma preferisco pubblicarne una per volta per darvi visibilità. Inoltre è un periodo pienissimo e ho poco tempo, ma quel che rimane,sono ben lieta di dedicarlo al magnifico mondo dello haiku.
    Grazie per la tua intervista a tutto tondo, non solo scrittrice,ma anche e soprattutto una donna, che si racconta e ci racconta.
    Grazie Margherita😃💕

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