L’intervista ad Angiola Inglese

angiola1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Mi chiamo Angiola Inglese, sono nata a Santa Margherita Ligure,classe 1946, a giorni compirò 70 anni.
Sin da piccola mi è piaciuto leggere , credo di aver iniziato vedendo mia madre che risolveva la Settimana Enigmistica, la tormentavo chiedendole il nome di ogni lettera che scriveva; prima di iniziare la scuola avevo già letto Pinocchio: ho resistito ad un anno di aste ( forse non tutti le conoscete…), poi all’inizio della seconda elementare devo aver dimostrato una qualche insofferenza perché mi sono ritrovata in terza di filato, con storia e geografia da studiare…. Mi piacevano le poesie, recitarle, ma non ho mai pensato a scrivere, anzi devo dire che non ho mai avuto una grande fantasia, spesso i temi liberi mi mettevano in difficoltà. Ho frequentato il Liceo classico, per decisione della famiglia, poi la prima scelta della vita, l’iscrizione alla Facoltà di Matematica: la conquista della libertà nello studio, finalmente! Dopo la laurea e il matrimonio nel 1970, nel ‘77 ci siamo trasferiti nelle colline della Marca Trevigiana, dove ho iniziato ad insegnare e a coltivare il giardino e l’orto.Ho insegnato Matematica e Scienze alla Scuola Media fino al 2011, con l’andata in pensione abbiamo deciso di trascorrere in Liguria i mesi invernali: ho così iniziato ad apprezzare il mare, fin da bambina ero abituata ad averlo vicino, ma d’inverno non lo avevo mai gustato veramente.
Mi considero una persona abbastanza ottimista ma con il senso della realtà, molto curiosa di tutto, con tanta voglia ancora di imparare, ma un po’ incostante nell’approfondire. Dopo tanti anni di matematica e rigore, un po’ di leggerezza non guasta.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Non sono mai stata portata per la scrittura, anche al Liceo ho sempre faticato a svolgere temi che non avessero come un argomento un periodo storico o il commento ad un brano letterario: i mei temi erano sempre “ corretti nella forma, ma miseri nel contenuto “. I miei lavori migliori sono stati i verbali che ho fatto da insegnante !
Posso quindi dire di aver scritto soltanto haiku, da qualche anno a questa parte, attratta dalla brevità e dal ritmo dei versi: un’immagine che si esaurisce in diciassette sillabe, per me era una cosa Perfetta. Mi piacciono molto anche l’armonia e la musicalità dei versi, anche se ultimamente ho iniziato ad apprezzare gli haiku scritti in lingua inglese, che sono piuttosto “ stringati “.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Lo haiku l’ho incontrato per caso, sulle pagine di Fb ed è stato amore a prima vista: la possibilità di tradurre in poche sillabe il mio mare ed il mio giardino. Inizialmente ho scritto degli haiga, non mi ero documentata a sufficienza, mi è servito a fare un po’ di pratica per quanto riguardava le regole di composizione, ma se mi capita di rileggerne qualcuno non lo riconosco …ora non sono assolutamente capace di scrivere uno haiku se non è legato all’osservazione di qualcosa.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira.

Nel mio cammino scolastico ho incontrato molta poesia, mi piaceva leggere Dante, mi piacevano molto l’epica e la mitologia ( le mie uniche concessioni alla fantasia : devo confessarvi che, a differenza di molti, non amo né la fantascienza né i fumetti , probabilmente ho respirato in famiglia un clima culturale molto tradizionale ), ho amato molto Pascoli (qualcosa di D’annunzio, “Settembre” e “La pioggia nel pineto” ), e alcuni poeti francesi . La metrica italiana e latina mi affascinava.Più avanti negli anni ho avuto modo di conoscere i poeti ermetici, e ho imparato molto ascoltando i colleghi di Lettere nei colloqui d’esame. Solo negli ultimi due anni ho iniziato a interessarmi seriamente allo haiku, e ho letto e rileggo Basho, Buson , Issa, Shiki, Santoka e altri. Non saprei dire quale sia il mio preferito…li leggo e li rileggo.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

Non so se ho uno stile che si possa definire poetico, mi piace essere sempre essenziale, punto sull’osservazione diretta di ciò che mi circonda, utilizzando soltanto le parole necessarie e nulla di più. Evito anche i temi personali, anche se poi mi rendo conto che qualcosa di me traspare nei versi. Non uso mai le parole amore, cuore, sospiro…non mi ritengo all’altezza di un tale genere di poesia, che richiede molta preparazione e molto talento per non essere retorica.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Foglie e vento, acqua, aria ,colori, in poche parole c’è tutta la natura. Amo le parole semplici e concrete le cose quotidiane.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Direi proprio lo spirito di osservazione, lo stupore per la natura e per la realtà di tutti i giorni.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Gli studi scientifici mi hanno assorbito parecchio, per cui non ho avuto molto tempo: le mie basi sono nella famiglia e negli studi classici, ho molto rispetto per tutte le forme di arte, specie la musica classica, ma non ho mai avuto modo di praticarle e approfondirle .
Considero la matematica un ‘arte in cui mi piace esprimermi, l’ho fatto tutta la vita insegnando con una passione che ho cercato di trasmettere: il mio pubblico sono sempre stati i miei alunni, gli occhi che mi dicevano che uno di loro aveva imparato e compreso qualcosa di nuovo, erano come un applauso.

9) Quale tipo di letture preferisci?

La letteratura europea ed italiana del novecento, quella che racconta la storia attraverso le piccole e grandi vicende dei singoli. Ho letto molti autori sudamericani, quasi tutto della Allende e molto di Marquez. Per scegliere mi affido al passaparola, evitando i best sellers in vetrina; adesso sto leggendo “La pastorale americana” di Roth. Non amo né i libri né i film di azione .

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog).

Non leggo molte poesie, preferisco soffermarmi sugli haiku e prediligo chi riesce a comunicare le proprie sensazioni senza troppi fronzoli .

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

No, e non lo farò mai, ripeto, non mi considero all’altezza ..mi piace e mi interessa il mondo dell’haiku e spero di riuscire a scriverne ogni tanto qualcuno di buono . Mi piace quando qualche mio haiku viene commentato o scelto da qualche pagina …vuol dire che sono riuscita a comunicare qualcosa.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

Non mi ritengo una poetessa, al massimo un’autrice, trovo che ci sia una netta distinzione fra la poesia e l’haiku, ma forse è solo un mio modo di vedere: non credo di essere eccentrica, cerco sempre di rimanere nei miei limiti mantenendone la consapevolezza. Per me è importante non prendermi troppo sul serio .

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla).

Molti haiku mi sono cari, quelli nati da momenti di osservazione che ancora mi vengono alla mente: in un pomeriggio d’estate, con un’afa opprimente , la vista di un vecchio casolare ricoperto di verde mi ha suggerito questi versi:

vento d’estate-
l’edera ricoperta
dalla polvere

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Questa voce è stata pubblicata da Eufemia Griffo.

8 thoughts on “L’intervista ad Angiola Inglese

  1. Che bella la tua intervista cara Angiola! Trapela ad ogni risposta tanta tanta passione. E che prof! Avrei voluto averla io una prof.di matematica come te. Proprio io che sono sempre stata bravissima in tutte le materie, tranne che in …matematica. Mai capita e per di più ho sempre avuto dei prof. incompetenti.
    Mi è piaciuta tantissimo la tua intervista, un’Angiola inedita che si racconta attraverso pezzi di vita e la scrittura degli haiku. Bella, bella. Ti ringrazio tantissimo per questo momento di condivisione e spero di tornare a rileggerti sul blog.
    Un abbraccio,
    Eufemia

  2. Ho appena finito di leggere tutto d’un fiato la bellissima intervista della nostra Angiola, con la Poppantessa in braccio che guardava incantata i fiori della foto…non potevi scegliere immagine migliore, Amica mia, la limpida ed essenziale bellezza della natura ti rappresenta pienamente. Ho scoperto con curiosità e piacere i dettagli della tua vita, i tuoi trasferimenti, i tuoi interessi. Ti ho immaginata bambina fare le aste, insegnante appassionata, donna innamorata della vita e della sua bellezza, con gli alti e bassi della quotidianità. Ti ho vista diventare la donna sensibile e poeticamente pragmatica che ho avuto il piacere di incontrare (sia pur solo virtualmente). Sono onorata di poterti annoverare tra le mie amicizie, qui su FB e spero anche nella vita. Però, Angiola, hai dimenticato di dire quanto commoventi siano, spesso, i tuoi versi. Sai che spesso ti ho scritto per segnalarti l’emozione che le tue parole risvegliavano in me. A mio parere, la tua umiltà ti fa veramente onore. Mi piaci ancora di più dopo questa intervista. Sia come persona sia come autrice (ho usato la parola che a tuo avviso meglio ti definisce come scrittrice). Grazie sempre, Eufemia, per questi momenti di vicinanza umana tra di noi ❤

  3. Cara Angiola, che bello leggerti, è stato come conversare con te.
    Ho sempre avuto un bel rapporto con le insegnanti di matematica (le donne, però). Ho portato la tua materia all’esame di stato, insieme a Letteratura italiana, con un atto pseudo suicida, ma è andata benone! 😊

    Mi sembri una persona solare, spontanea e sincera, come sono i tuoi versi.
    Complimenti! 😘

    Ps: Eufemia, non l’ho dimenticata, appena posso ti mando anche la mia intervista, ok? 😘

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