Intervista ad Elisa Allo, scrittrice, poeta e haijin di Memorie di una geisha

elisa

1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Ciao a tutti, mi chiamo Elisa Allo, conosciuta sui blog con l’alias Etain o etain74. Negli anni ho avuto diversi blog e postato su vari multiblog, compreso questo.
Ho iniziato la mia avventura di blogger nel 2001/2002 con “La Musica di boschi vol.1”, su Tiscali, e con “La Musica dei boschi Vol.2”, su Splinder. Il primo era una sorta di diario, soprattutto, nel secondo scrivevo poesie e racconti, principalmente.
Nel 2006 ho iniziato a scrivere haiku, tanka, senryū, renga, aprendo un blog di gruppo su Splinder“Ama no gawa”, tuttora attivo su WordPress (https://tanzaku.wordpress.com ). Nella vita, in questo periodo sono prima di tutto una mamma, psicologa, psicoterapeuta ed insegnante in stand by, poiché da poco vivo in Svizzera, nel Canton Zug, dove è d’obbligo la conoscenza del tedesco. Sto quindi vivendo un periodo di transizione, di studio e di ricerca personale. Spero di raggiungere presto una nuova definizione di me stessa. Intanto, scrivo.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
Il bisogno di comprendere la natura umana, suppongo. Non a caso ho studiato Psicologia all’Università. Le mie prime “poesie” – o forse erano solo abbozzi di versi – le ho scritte alle superiori, tra i banchi di scuola. Ho sempre amato la letteratura, la studiavo con passione e ritengo di aver avuto il più intenso periodo di fervore creativo proprio in quegli anni.

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?
Per il momento, mi sto concentrando sulla poesia di ispirazione giapponese. Amo particolarmente gli haiku, credo siano più vicini al mio modo di essere e sentire: immediati, contemplativi, profondi. Non so se questi aggettivi possano aderire ai miei umili versi, ma è quello che in genere mi colpisce negli haiku classici e in molti di quelli che mi capita di leggere degli haijin contemporanei. Ho riscoperto da poco i senryū, mi concedono di tanto in tanto una riflessione oppure mi strappano un sorriso. Ogni tanto scrivo una poesia in versi liberi. In realtà, ne ho collezionate parecchie negli anni passati, insieme a qualche racconto. Il mio sogno è riuscire a completare la bozza di romanzo che mi trascino da tempo. Credo che questo mi farebbe sentire veramente appagata.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira.
Non ho un modello di riferimento preciso. Sarebbe presuntuoso citare i grandi Maestri del passato, come Bashō o Issa, per esempio? Sono i miei preferiti, ma non sono i soli. Le mie radici sono più strettamente legate al terreno fertile dei grandi poeti italiani della nostra storia, da Catullo a Petrarca, da D’Annunzio e Montale. Mi piacciono anche Shakespeare, Baudelaire, Pavese, Neruda, Whitmann, Gibran. L’elenco è corposo. E poi la Poetessa per eccellenza: Alda Merini.
I romanzi però sono la mia più grande passione. Qualche nome tra tanti: Umberto Eco, Daniel Pennac, Tolkien, Murakami.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.
Impresa ardua. A volte tento di essere introspettiva, altre ancora amara o malinconica. Se chi leggenon coglie questi tentativi, allora forse l’aggettivo più appropriato sarebbe“contorta”? Dai, no, facciamo “ermetica”.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?
Più che parole, credo di adottare spesso forme frasali simili. Chi mi legge spesso dice di aver pensato a me ancora prima di leggere la firma. E’ il mio stile, evidentemente. Sto cercando di modificare questo stile, renderlo più fruibile e vario. In questo, l’haiku è un ottimo alleato: mi mette alla prova, mi impone la sintesi, mi costringe alla ricerca, anche metrica. Per contro, resterei ancorata allo stile prosaico, analitico, arzigogolato e, troppo spesso, davvero prolisso.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?
Ritengo il mio stile troppo intimista per svelare una significativa visione del mondo, tranne nei rari casi in cui ho affrontato tematiche impegnate socialmente. Sull’argomento ci sarebbe molto da dire. A mio avviso, la poesia una volta messa su carta (o sul web) inizia a vivere una vita propria. Diventa universalmente fruibile. Può anche non piacere, ma sta lì e comunica qualcosa, poiché è il lettore a darle un significato, personale o universale che sia.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?
Mi piace la musica e fin da ragazzina cantavo in un coro. Adoro cantare, anche se ultimamente canticchio soprattutto a casa, per i miei figli. Per un po’ ho studiato danza del ventre. Mi piace colorare (anche disegnare, ma con risultati discutibili), il fai da te, l’uncinetto, il punto croce. Per me, sono tutte attività molto creative e rilassanti.

9) Quale tipo di letture preferisci?
Oltre alla poesia nelle sue diverse forme, adoro leggere romanzi, soprattutto di genere fantasy, storico, surreale, fiabesco. E poi il mio primo grande amore, i fumetti.
A casa ne siamo invasi, letteralmente!

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog)
Ultimamente, ho scoperto tantissimi autori che mi piacciono molto. Elencarli sarebbe troppo lungo. Basta andare sul mio blog o dare un’occhiata al mio profilo Facebook per rendersi conto della schiera tornita di autori che seguo per farsi un’idea.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).
Anni fa ho autopubblicato una raccolta di poesie in metrica giapponese e un ebook di racconti. Li trovate a questo link: https://www.lulu.com/shop/search.ep?contributorId=264644
Ho partecipato a diverse antologie poetiche e sono solo. In particolare, sono fiera di essere tra gli haijindelle 4 antologie della collana “Hanami” (Edizioni della sera, Roma). Ultimamente, sto sperimentando con l’inglese, così alcuni miei haiku e senryū hanno visto la luce su alcuni blog e riviste internazionali: The Mainichi, The Asahi Haikuist Network, Otata, Failed Haiku, Haikuniverse, Charlotte Digregorio’sWriter’sBlog,Cha No Keburi, la rubrica “Haiku in the Workplace”diThe Haiku Foundation.
Ho in mente almeno un altro paio di progetti, vediamo se riesco a concretizzarli.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?
Probabilmente sì, almeno agli occhi altrui. Tendo a stare spesso con la testa tra le nuvole, sovente rapita dai miei pensieri. Mi piace la solitudine, mi aiuta a mettere a fuoco i pensieri e le emozioni. Cerco di essere discreta, di non invadere troppo gli spazi altrui, per riservatezza. Se sparisco per un po’, è perché ho bisogno dei miei tempi per elaborare qualche vissuto o, più banalmente, per riposare la mente in continuo fervore. A volte, vengo fraintesa per questo.
Può succedere di vedermicontare con le dita. Secondo voi, perché? :-p

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla.)

Al vento del nord
ho affidato il mio cuore
– vola coi cigni

I entrusted my heart
to the north wind
– itflies with swans

Non credo che siano i miei tre versi migliori, ma sono legati ad un periodo difficile della mia vita e ci sono particolarmente affezionata. Segnano un momento di passaggio dall’ombra alla ricerca della luce. Il processo era ancora in fieri, ma almeno iniziavo a librarmi inseguendo quei cigni.
Grazie, cara Eufemia, per questa intervista.

Le domande rivolte agli haijin sono state tratte dal blog Poeti d’ombra, col consenso dell’autore Francesco Vitellini, quale form generico per gli Artisti di Memorie di una Geisha, avendolo trovato assai stimolante e originale.

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Questa voce è stata pubblicata da Eufemia Griffo.

7 thoughts on “Intervista ad Elisa Allo, scrittrice, poeta e haijin di Memorie di una geisha

  1. Ed eccoci alla dodicesima intervista sul mio blog “Memorie di una geisha”: oggi ho il piacere di presentarvi Elisa Allo, scrittrice, poeta e hainj. Ringrazio tantissimo Elisa Allo per la bella intervista che ha donato a tutti i lettori del blog e non. Conosco Elisa dal 2002 e di recente abbiamo avuto il piacere di incontrarci con le nostre rispettive famiglie. Le porto un grande affetto ed è quindi un grande onore per me averla potuta intervistare e rendere pubblico il suo pensiero sulla poesia, l’arte, la vita.
    Queste interviste non hanno solo lo scopo di presentare gli amici scrittori solo sotto il profilo artistico, ma soprattutto umano.

  2. Elisa Allo mi sono emozionata mentre ti leggevo. Sapessero i nostri amici quante ne abbiamo passate insieme 😀 Dalla Musica dei boschi (sembra ieri, ricordo benissimo), mi hai incantata con la tua scrittura. Sei bravissima e insieme abbiamo percorso tanta vita. Grazie per esserci sempre, ci rivedremo presto, verremo in Svizzera appena possibile ❤

  3. Quanto piacere mi ha fatto il poter approfondire finalmente la conoscenza di Elisa, per la qual cosa ringrazio come sempre l’infaticabile Eufemia. Bellissimo e luminoso il ritratto che emerge da questa intervista, rende giustizia all’alto concetto che ho di questa prolifica ed eclettica autrice. Complimenti vivissimi, Elisa. Spero di avere presto l’occasione di conoscerti di persona ❤

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