Lucia Viola: haibun vincitore del laboratorio condotto da Paola Martino e Dolores Santoro nel gruppo HAIKU, TRE VERSI DI LUNA CRESCENTE”. Introduzione di Paola Martino.

Introduzione di Paola Martino

DALL’HAIKU ALL’ARTE, DALL’ARTE ALL’HAIKU: UN VIAGGIO FRA COSCIENZA DI SE’ E MONDO ESTERNO.
Il gruppo HAIKU, TRE VERSI DI LUNA CRESCENTE è un laboratorio, nel cui working in progress l’haiku è uno strumento evolutivo che promuove l’ascolto e l’osservazione di sé: l’armonia fra uomo e Natura, in una costante ricerca della consapevolezza, è alchimia che le 17 sillabe sanno creare per noi e per la nostra crescita spirituale.
Il lavoro, pubblicato in Memorie di una geisha, è un ulteriore momento di attività di ricerca, in cui arte ed haiku sono incardinati in un Percorso che coagula interiorità e azione nel mondo, tramite l’osservazione costante in un processo sempre in fieri, fatto di pensiero e azione.
Questo lavoro non è stato il semplice invito a farsi ispirare da un’opera d’arte per comporre: il laboratorio chiedeva di stabilire un’intima corrispondenza tra il prodotto artistico e un proprio haiku non come causa-effetto, bensì come un seminario individuale partendo:
1) da un’opera d’arte che confluisce nell’haiku;
2) dall’haiku che confluisce nell’opera d’arte.
Per opera d’arte s’intende:
1) una propria creazione ( quadro, disegno, scultura, stampa, miniatura, prodotto iconografico di qualsivoglia natura, fotografia: non sono ammessi video perché non sapremmo collocarli in sede di pubblicazione nel sito del gruppo );
2) un’opera di un autore esterno, creata su un haiku o su soggetto non definito ma che, previa autorizzazione dell’artista, può essere fruita per l’occasione;
3) un’opera dell’arte mondiale, antica o moderna, di qualsiasi epoca.
SI chiedeva di:
1) illustrare l’opera d’arte nella sua specificità in una sorta di breve introduzione;
2) scrivere di un viaggio dell’anima, interiore e/o esteriore, la cui specularità fra i due soggetti interessati, haiku e prodotto artistico, crei quell’effetto zen che annulli le differenze fra campi applicativi differenti: l’haijin deve essere il contenitore umano di questa operazione.
L’effetto finale dovrebbe essere l’azione creativa “fusa” con la meditazione; l’estro con la pausa dell’ascolto e del silenzio… ma attraverso la Parola che racconta.
OBIETTIVI
La coscienza di sé “nell’haiku consapevole”,nella volontà di avvicinare quanto più possibile l’uomo alla “Bellezza consapevole”, partendo dalla propria interiorità: ” In interiore homine veritas” ( Agostino ).

Ringrazio di vero cuore Eufemia Griffo, splendida haijin e cara amica, per la collaborazione entusiasta con cui ha aderito alla iniziativa, non solo in qualità di giurata di eccezione, ma anche di promotrice e madrina della poesia in questo luogo dell’anima che è Memorie di una geisha.
Paola Martino.

*

Faccio i complimenti a Lucia Viola, per questo haibun che mi ha letteralmente rapita. L’Autrice sa emozionare e scendere nel cuore del lettore, mescolando sapientemente immagini poetiche e colori dell’Anima. Ne nasce uno scritto profondo, incisivo, che resta tra le maglie del cuore.

Eufemia Griffo 

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Il più bel regalo che ricordo aver ricevuto da piccola fu una scatola di pastelli Giotto. Sei, corti. Poca cosa davvero: la cartoleria del piccolo paese non offriva molto e forse neanche il portafoglio di mio nonno! Per me però fu l’inizio della passione per la pittura, la possibilità di riprodurre cieli, prati, nuvole, fiori. Tutto il mondo che mi circondava. E anche un po’ di quello che non vedevo. Mio padre, poi , in quel periodo faceva l’imbianchino e per me era un grande piacere creare le tinte insieme a lui. Uno spruzzo di rosso, qualche goccia di giallo, una punta di blu, una bella mescolata: ed ecco formate mille sfumature. Nel percorso scolastico (dalla scuola materna alle superiori) ho avuto modo di disegnare e dipingere con risultati discretamente apprezzabili, nulla di più. Negli anni successivi altre cose, altri impegni, altri pensieri mi hanno distolto da tale attività. Soltanto recentemente (a distanza di circa 50 anni dal regalo di mio nonno) ho avvertito l’esigenza di riavvvicinarmi ai colori. Le possibilità di scelta e di acquisto, anche on-line, ora sono infinite. Scatole da 64 pastelli, confezioni da 48 acquerelli in godet: una meraviglia! Ho ricominciato cosi a dipingere, con soddisfazione e conforto, con gli innumerevoli colori a disposizione. Poche settimane fa, per prova, ho comprato una piccola confezione di acquerelli in tubetto : 6 per la precisione! E ho riscoperto il piacere e la magia di mescolare e di creare tanti colori, a partire da poco. In fondo è un po’ così anche nella vita : poche cose veramente importanti, tante sfumature.
Tra i miei dipinti degli ultimi anni (pastelli ed acquerelli soprattutto) ho scelto questo : uno dei primi fatti, certamente non il migliore.
Pochi colori, sfumature delicate, la casetta infantile. La semplice vita di campagna in cui sono cresciuta, le poche cose importanti che ancora porto nel cuore.

Haiku:
Pochi colori
Il regalo di nonno
ancora con me

Cliccare sull’immagine o sul link  per scaricare l’haibun in versione PDF

https://docs.wixstatic.com/ugd/0ba2eb_2c8fc5e1b80f4be6b23baf0de3312f93.pdf

 

pochi

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