Intervista a Claudia Messelodi, haijin di Memorie di una geisha

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1)Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.

Mi chiamo Claudia Messelodi, sono nata ad Arco in provincia di Trento. Ho tre figli ed un marito e lavoro come insegnante di lingua e letteratura straniera in una scuola superiore, occupandomi di insegnamento delle lingue straniere da più di vent’anni. È un lavoro che amo molto, mi regala tantissimo, offrendomi sempre nuovi stimoli, facendo nascere in me nuove curiosità e dandomi la possibilità di mettermi al servizio dei ragazzi. Da qualche anno ho un blog “A Stream of Small Stones” (www.claudiastones.blogspot.com) sul quale annoto le tappe principali del mio percorso poetico e raccolgo le mie emozioni tradotte in haiku accompagnandole quando posso a delle immagini per me significative.

2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?

Ho iniziato a scrivere in gioventù, ma lo facevo in modo piuttosto saltuario. Ho ripreso poi in maniera più sistematica a partire dal 2009 dopo essere stata segnata da diverse esperienze significative sia di grande gioia, come l’arrivo dei miei figli, che di profonda sofferenza, legate al lutto, alla perdita e alla malattia. Ho sempre intravisto nella scrittura una chiave, forse la soluzione, per potere entrare in me stessa in modo autentico ed onesto, conoscermi ed accettarmi in profondità, scendendo a patti con le difficoltà ed i momenti più duri della vita. La scrittura ha in un certo senso rappresentato per me una valida forma di terapia, credo fortemente che attraverso la scrittura ci si possa salvare, si possa essere felici!

3) Che genere di poesia scrivi? Se più di uno, in quale pensi di riuscire ad esprimerti meglio?

Scrivo poesie adottando il verso libero, ma ciò che più amo è lo stile giapponese dello haiku e della tanka che, trattandosi di forme poetiche molto brevi, mi permettono di esplorare e rappresentare l’essenziale mantenendo al contempo una forte carica evocativa e simbolica. Mi viene molto spontaneo trasformare le mie emozioni in parole secondo lo stile dello haiku, cosa che faccio principalmente nelle lingue straniere che tanto amo, traducendo in un secondo momento in italiano.

4) Il tuo lavoro è influenzato/ispirato da qualche poeta del passato? Se sì, chi è e in che modo ti influenza/ispira?

Ho sempre adorato la potenza del colore nella poesia di Eugenio Montale, la semplicità e vividezza che permeano le liriche di Emily Dickinson, la pienezza e la carica emotiva del poetare di Walt Whitman, la sensualità e la “verità” nei versi di Alda Merini.

5) Definisci il tuo stile poetico con un aggettivo e spiegane il motivo.

È uno stile sostanzialmente semplice e lineare, essenziale e libero e a tratti sognante e malinconico che spesso cela, a detta di molti, una certa carica simbolica ed offre al lettore diverse possibilità di interpretazione. Parlo principalmente dell’interiorità dell’animo umano, di relazioni, di natura e di paesaggi spirituali.

6) Tutti i poeti hanno delle parole, delle frasi che non riescono a fare a meno di usare. Quali sono le tue parole o frasi più ricorrenti?

Le parole che proprio non posso fare a meno di usare riguardano le manifestazioni dei rapporti umani sia in termini di presenza che di assenza, come: carezza, abbraccio, caldo, denso, fragranza; ma pure: vago, ricordi, gocce, silenzio, sfumare.

7) Si dice che per vedere il mondo per quello che è veramente si dovrebbero guardare commedianti, artisti e poeti. Che cosa pensi emerga spontaneamente dalle tue opere?

Emerge spesso la paura della perdita, del distacco, la pace in un sorriso o in un abbraccio ritrovato, il bisogno di solitudine nella contemplazione delle meraviglie del mondo naturale.

8) Spesso i poeti sono attivi anche in altri campi creativi. Oltre alla poesia ti esprimi anche in altri campi artistici non-letterari? Quali?

Ciò che più amo oltre la poesia sono lo studio delle lingue e civiltà straniere e la ricerca, pur sempre però in ambito storico e letterario.

9) Quale tipo di letture preferisci?

Leggo un po’ tutti i generi letterari, mi lascio incuriosire dalle recensioni che trovo su riviste specializzate di nuove opere, specialmente di scrittori emergenti, e amo leggerle in lingua originale quando posso. Prediligo la prosa, i romanzi storici, d’avventura, fantasy, racconti di viaggio. Amo gli scrittori sudamericani, la mia preferita è Isabel Allende. Leggo anche libri di poesia, nella scelta dell’opera mi lascio spesso ispirare dal titolo e dall’immagine di copertina.

10) In tempi recenti è sempre più frequente la pubblicazione di poesie su blog o social network. Molto spesso si possono trovare lavori interessanti e ben scritti. C’è qualche poeta che torni a leggere di frequente e che vorresti raccomandare? (se possibile aggiungi anche il link al blog).

In genere adoro leggere le poesie sul web: leggo moltissimo delle poetesse inglesi Freya Pickard (www.purehaiku.wordpress.com) ed Elizabeth Leaper, (www.simplyelfje.wordpress.com), della poetessa Maria Grazia Vai (www.lafinestrasulmiocielo.blogspot.com) e di te, cara Eufemia, con tutti i bravissimi poeti haijin che regolarmente collaborano con il multiblog Memorie di una Geisha.

11) Hai mai pubblicato una raccolta personale delle tue poesie? Se sì fanne una breve descrizione indicando anche i dettagli della pubblicazione (editore, distributore).

Ho avuto modo di pubblicare ed essere pubblicata diverse volte a partire dal 2012. Queste sono le mie raccolte di poesia che contengono sia poesie in verso libero in inglese ed in italiano che haiku, tanka ed elfje in versione bilingue:
Sky-blue Wisteria. A Poetic Journey/Glicini azzurri. Un viaggio poetico
Variations of Sky and Soul/Variazioni di cielo e anima
Interlacements/Intrecci
Sinuosità
Blue Moon
Colori nel Vento
Alternanze
La maggior parte di esse è reperibile sui principali siti online come Amazon, Libreria Universitaria, IBS, La Feltrinelli, Libraccio, Unilibro; Wuz, Ubiklibri.

12) Spesso i poeti sono persone eccentriche. C’è qualcosa di te che rientri in questa definizione?

 Eccentrica no, ma ammetto di essere, secondo quanto dicono anche le mie amiche, forse “particolare o singolare”, come un po’ tutti noi d’altronde con i nostri tratti unici e peculiari!

13) Per chiudere l’intervista cita tre dei tuoi versi che credi siano i migliori (indicando tra parentesi il titolo della poesia e, se pubblicata, dove leggerla).

 Uno haiku che credo mi rappresenti lo si può trovare nella raccolta “Interlacements/Intrecci”, Arcolibri 2014, ed è il seguente:

Cuore malato –
Da cicatrici antiche
Nasce una rosa

Ti ringrazio immensamente carissima Eufemia per questa intervista e per l’accoglienza e gentilezza che sempre hai dimostrato nei miei confronti!

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Questa voce è stata pubblicata da Eufemia Griffo.

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