Oliviero Amandola – Haibun

Haibun: Incisioni

ol

Nel sonno viola dei lillà, il profumo, come una preghiera riempiva l’aria; mi sentii guidato dalle direzioni del firmamento, più generoso di una ninna nanna, l’anima mia fu presa come bersaglio. Curioso di conoscere tutti gli equipaggi del cuore, portatore vichingo di correnti e clamori autunnali quando nei miei pensieri finirono le battaglie, la sera mi fece entrare nel bosco a respirare. Negli invisibili fruscii dei risvegli solitari di un altro inverno, più silenzioso della neve delle montagne, più morbido del latte delle Sterlizie e gelsomini… Da allora mi sono addormentato dove ogni amante si vorrebbe risvegliare, tinto dalla voce nera dell’oceano, dai ritmi lenti delle gocce dove fermentano gli arcobaleni. E ho conosciuto nei legni delle barche i flutti deliranti dove navigano i pensieri di chi parte nella notte; sangue di rosa, azzurri risvegli di scintillanti tempeste: fino in fondo all’orizzonte ho cantato lontananze di uccelli, rinfreschi di violette.
C’è infine nell’attesa il canto glorioso dei gigli.

Serata estiva
La rosa assorbe il suono
delle campane

Coron, Palawan
December 2015

diario

(diario di bordo)

Haibun e immagini di Oliviero Amandola

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Questa voce è stata pubblicata da Eufemia Griffo.

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